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Immigrati, torna l’armonia nell’Ue: più fondi e controlli alle frontiere

Immigrati, torna l’armonia nell’Ue: più fondi e controlli alle frontiere
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L’Ue supera le divisioni delle scorse settimane e dà il via libera alle prime misure sull’emergenza immigrati. Ma ancora non c’è l’accordo sulle quote di redistribuzione

Avanti piano. L’Ue supera le divisioni delle scorse settimane e dà il via libera alle prime misure sull’emergenza immigrati. Ma ancora non c’è l’accordo sulle quote di redistribuzione. I capi di Stato e di governo Ue, confrontati ancora una volta in un vertice notturno (durato oltre 6 ore) sull’emergenza immigrazione, l’hanno definita “una crisi senza precedenti”, e hanno raggiunto l’obiettivo, dichiarato dal presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, di affrontarla superando le divisioni che si sono evidenziate nelle ultime settimane. Soprattutto rispetto a quei paesi, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Romania, che avevano votato contro il meccanismo di redistribuzione di 120 mila profughi da Italia e Grecia.

Il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi enfatizza molto e parla di “un passo avanti molto significativo”, ma chi si aspettava un vero cambio di passo resterà non del tutto soddisfatto. E’ vero che i capi di Stato e i leader politici dei Ventotto hanno raggiunto l’accordo su alcune misure importanti, come l’apertura degli hotspot da novembre e lo stanziamento di un ulteriore miliardo di euro dopo i 9,5 già messi sul tavolo dall’inizio della crisi. Ma in buona sostanza si conferma che si andrà avanti a piccoli passi, quando l’emergenza andrebbe presa di petto e andrebbero trovate misure allo stesso tempo straordinarie e durature nel tempo per non limitarsi a mettere delle toppe alla situazione difficile di questi mesi ma anche porre delle basi di tranquillità per il futuro.

In questo senso, pare ancora lontano l’accordo sulla redistribuzione di 120 mila migranti tra i vari Paesi dell’Ue, vero nodo della discordia tra il blocco dell’Est e il resto dell’Ue. La discussione è stata semplicemente “avviata” ma ancora non si conoscono i tempi in cui questa discussione finirà. Si va ancora avanti a piccoli passi, insomma, ricordando, tra l’altro, che la quota di 120 mila è stata definita “ridicola” persino dal presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e l’Unhcr ha avvisato che si tratta di numeri troppo bassi a fronte dei 6 mila arrivi giornalieri che si stanno avendo nelle ultime settimane. Dall’Ue servirebbe un vero e proprio scatto.