Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Affari Europei » Immigrazione, Mosca: “L’Ue negozi con gli Stati di partenza dei barconi”

Immigrazione, Mosca: “L’Ue negozi con gli Stati di partenza dei barconi”

Nonostante il varo di Triton da parte dell’Ue, a Lampedusa i migranti continuano a morire. “Mare Nostrum non doveva essere chiuso. Ora serve un programma europeo più ampio e un intervento diretto della Mogherini e di tutti i governi nei confronti dei Paesi da cui i barconi partono”, spiega ad Affaritaliani.it Alessia Mosca, eurodeputata del Pd

In foto: Il Parlamento europeo ha deciso di rispettare un minuto di silenzio in ricordo delle vitime di Lampedusa

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Onorevole Mosca, ieri al largo di Lampedusa più di 200 persone sono morte mentre cercavano di raggiungere l’Italia. In molti ora dicono che il programma europeo Triton non è sufficiente, bisogna fare di più?
“E’ chiaro che la missione Triton così com’è non funziona. Servono maggiori strumenti per evitare che tragedie come queste si ripetano. La chiusura di Mare Nostrum è stata un errore, e lo dimostrano i drammatici naufragi di questi giorni. Prima di archiviare Mare Nostrum ci sarebbe dovuto essere un intervento dell’Europa con un programma più esteso, Triton è troppo modesto”.

L’Italia dovrebbe fare di più?
“L’immigrazione non può essere considerata una questione nazionale. L’impegno di pattugliare il Mediterraneo non può gravare solo sulle nostre spalle”.

Che cosa intende con un maggiore impegno dell’Europa?
“Servono pattugliamenti più ampi, con maggiori mezzi. Ma anche degli accordi bilaterali tra l’Unione europea e i Paesi dai quali partono i migranti”.

La maggior parte di questi Stati è fortemente destabilizzata o in aperta guerra civile. Come si fa a fare degli accordi?
“Nonostante i teatri di crisi ormai circondino l’Europa, ci sono gli spazi per stringere degli accordi, anche solo con interlocutori che rappresentano dei pezzi di Paese. L’Unione europea ha un grande potere negoziale e potrebbe essere più efficace rispetto allo sforzo dei singoli governi”.

Che cosa dovrebbero prevedere questi accordi?
“Innanzi tutto un maggiore controllo per evitare che questi barconi partano. E poi degli interventi per aiutare le popolazioni locali. È un lavoro complicato, ma se l’Europa non inizia ad impegnarsi nel Mediterraneo la situazione non può che peggiorare”.

Insomma, un appello alla Mogherini perché intervenga in maniera più incisiva?
“Alla Mogherini, ma anche ai Paesi del Mediterraneo, che in questi anni non sono stati sufficientemente capaci di fare massa critica per mettere nell’agenda dell’Ue questo tema”.