La Commissione europea potrebbe decidere di avviare una procedura di infrazione contro l’Italia e altri paesi di primo arrivo dei migranti (Croazia, Grecia, Malta) per una “non corretta applicazione del regolamento Ue” che prevede la raccolta delle impronte digitali di tutti quelli che sbarcano. E’ quanto si apprende da fonti comunitarie. La decisione dovrebbe essere presa dal Collegio dei commissari ufficializzata giovedi’ 10 dicembre, quando verra’ pubblicato il pacchetto mensile delle infrazioni alle norme Ue.
“Difendere i confini nazionali quando si parla di rifugiati e’ il messaggio piu’ sbagliato che si possa dare. Non c’e’ Europa senza Schengen. Se cade Schengen cade l’Europa”. Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, nel corso dell’incontro con gli europarlamentari italiani avuto in Parlamento europeo. A proposito della decisione del Consiglio affari interni di chiedere l’estensione oltre sei mesi della reintroduzione del controllo alle frontiere modificando le regole attuali, Boldrini ha messo in guardia: “Piu’ dura la sospensione di Schengen e piu’ ci indeboliamo”.
L’Europa deve assumersi le proprie responsabilita’, risolvere la questione dei migranti ripartendosi le persone in arrivo e creando corridoi umanitari adesso che e’ inverno, perche’ “se non realizzeremo un corridoio umanitario funzionante noi conteremo i morti, e chi ne sara’ responsabile?. Pensare di lasciare al freddo, alla pioggia, persone in marcia non e’ qualcosa degno dell’Europa”. Ha sottolineato Boldrini.
Per quanto riguarda la questione dei rifugiati “un giorno ci siamo accorti che centinaia di migliaia di persone hanno deciso di mettersi in marcia, silenziosamente, e l’Europa ha capito che c’era un problema comune da gestire”. Un fenomeno, questo, “che per anni l’Europa non ha voluto vedere”, col risultato di “essere stati lasciati soli”. Prima di quest’anno, ha lamentato Boldrini, quello dei flussi di migranti “era un problema italiano, maltese o greco”. Adesso, ha concluso la presidente della Camera, “se accettassimo il principio del ‘burden sharing’ non avremmo una crisi di rifugiati”.

