Il ministro delle Finanze francese e quello austriaco avevano inviato ieri una lettera agli altri ministri delle finanze europei, nella quale chiedevano di riprendere in mano il dossier per introdurre una Imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax.
Oggi quattro associazioni bancarie europee, che raccolgono quasi il 100% degli istituti finanziari del Vecchio continente, hanno inviato a loro volta una lettera congiunta agli stessi ministri esprimendo le loro preoccupazioni per una tale eventualità.
Secondo le associazioni la Tobin tax avrebbe come effetto quello di indebolire la ripresa e creare disuguaglianze all’interno dell’Unione. Il timore è che l’introduzione di una simile tassa in alcuni Paesi porterebbe ad una fuga degli investitori verso mercati meno tassati. E obbligherebbe i governi a rivolgersi verso mercati esterni per finanziarsi.
Giovedì i ministri delle finanze Michel Sapin (Francia) e Hans-Jorg Schelling (Austria) hanno inviato ai nove colleghi dei governi che intendono partecipare alla cooperazione rafforzata, tra cui l’Italia, una missiva per sottolineare la necessità “di partire su nuove basi” per introdurre la tassa sulle transazioni finanziarie.
I Paesi coinvolti sono Francia, Austria, Italia, Portogallo, Spagna, Grecia, Slovacchia, Estonia, Slovenia, Germania e Belgio.
