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Industria, Fisco ed energia. Hollande rilancia l’asse con Berlino

Industria, Fisco ed energia. Hollande rilancia l’asse con Berlino
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Di Giulia Marani

Primo punto: il raggiungimento di una maggiore “convergenza economica e sociale” con la Germania, un risultato ottenibile prima di tutto attraverso un’armonizzazione delle regole in materia di fiscalità, in particolare per quanto riguarda le aziende. Secondo punto: un maggiore e più efficace coordinamento delle politiche energetiche, da attuare anche tramite la creazione di filiere industriali comuni, tra le quali dovrebbe figurare una “grande impresa franco-tedesca per la transizione energetica”, sul modello di Airbus. Terzo punto: la costruzione di una nuova “Europa della difesa”, guidata dal tandem franco-tedesco e capace di affrontare efficacemente le problematiche correlate in maniera congiunta e univoca, rispondendo a “responsabilità comuni verso la pace e la sicurezza nel mondo”. Sono le tre proposte di François Hollande per il rilancio dell’Europa, evocate durante una conferenza stampa – la terza dall’inizio del mandato presidenziale – per il resto dominata dagli affari interni e da preoccupazioni di ordine economico, prima fra tutte la necessaria riduzione del debito pubblico.

Dopo aver confermato il suo impegno per la difesa dell’Unione Europea e delle sue istituzioni – rispondendo in modo chiaro a detrattori ed euroscettici: “Non bisogna avere paura dell’Europa, ma piuttosto temere che s’indebolisca; fare l’Europa non è disfare la Francia” – il presidente transalpino ha evocato la necessità di rafforzare ulteriormente il legame con la Germania, consolidando il ruolo di leadership dei due paesi all’interno dell’Unione. Quella con la cancelliera tedesca Angela Merkel, insomma, è stata l’unica corrispondenza d’amorosi sensi della quale si sia discusso durante l’incontro di martedì, dato il “no comment” opposto dal presidente a qualunque domanda riguardante la sfera privata.

Le dichiarazioni di Hollande sono state accolte favorevolmente dalla Commissione Europea, che ha apprezzato sia i contenuti del patto di responsabilità, ritenuto in grado di aumentare la competitività delle aziende francesi, che la sottolineatura dell’adesione ai valori europei. Anche dalla Germania sono giunti commenti positivi, da parte di diversi membri del governo e dalla stessa Merkel, che, impegnata da un anno e mezzo in un braccio di ferro permanente con il presidente francese sulle questioni europee, ha espresso per bocca di un portavoce una viva soddisfazione per il nuovo paradigma adottato.

Se le dichiarazioni di sostegno da Bruxelles e da Berlino costituiscono segnali incoraggianti, la reazione della stampa transalpina alle proposte del presidente per l’Europa non è unanime. Bernard Guetta, esperto di politica internazionale che anima una rubrica quotidiana su France Inter e collabora con il quotidiano Libération, saluta quella che secondo lui è una buona notizia per la Francia, ma anche e soprattutto una svolta sostanziale, molto promettente per l’unità europea. Il corrispondente da Berlino di Le Monde, invece, descrive la convergenza franco-tedesca invocata da Hollande come difficilmente attuabile. Il progetto di armonizzazione della fiscalità, per esempio, sarebbe destinato ad incontrare le stesse difficoltà già sperimentate in passato da iniziative analoghe, data l’entità delle differenze tra i due sistemi. L’esigenza di coordinare in maniera efficace le politiche energetiche, dal canto suo, sarebbe reale e percepita come tale da entrambi i governi, ma la creazione di filiere comuni si scontrerebbe con la moltitudine di attori in gioco, in particolare lato tedesco. La costituzione di un binomio franco-tedesco per l’Europa della difesa, infine, sarebbe un’illusione o poco più, sebbene la questione sia stata evocata a più riprese negli ultimi tempi, date le profonde divergenze dei due paesi nell’approccio alla questione.