“Si, è vero, vado poco in tv. Ma francamente il mio compito è leggere i documenti, parlare con gli altri commissari, scrivere i miei piani. La televisione la lascio ad altri…Io devo lavorare”. Ha risposto così il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, al giornalista che gli chiedeva come mai non si presenti spesso davanti alle telecamere.
La risposta certo non voleva essere polemica, ma è suonata a molti come una frecciatina a Varoufakis e a Tsipras, i due politici greci che invece amano molto i riflettori. Juncker, schivo e riservato, Tsipras e Varoufakis grandi oratori che parlano alla pancia della gente. Il presidente della Commissione gran lavoratore, sempre focalizzato sull’obbiettivo e pronto a mediare con qualunque persona, i greci bravi a fare promesse, ma non a realizzarle, suggeriscono i maligni.
Lo si è visto bene con il continuo rimpallo di documenti tra Atene e Bruxelles sulle riforme e i tagli da fare. Il dito medio (forse un falso) mostrato da Varoufakis ai tedeschi non ha aiutato a stemperare il clima, mentre il servizio su un giornale di gossip del ministro dell’Economia nella sua casa con vista Acropoli ha sollevato polemiche anche in patria.
“Da quando sono alla guida della Commissione mi sono imposto di mettere a punto programmi importanti, dal piano degli investimenti, a quello sull’agenda digitale all’unione energetica”, ha speigato ancora Juncker. “Poi trovo giusto che non sia io, ma uno dei miei vice, a presentare il lavoro della Commissione. La tv la lascio agli altri…”.

