A2A porta per la prima volta in Italia una tecnologia subacquea per la manutenzione degli invasi idroelettrici. Presso la diga di Cancano, in Valtellina, è in corso la sperimentazione pilota del “Progetto Teti”, che utilizza un robot capace di rimuovere i sedimenti dal fondale senza necessità di svuotare il bacino.
La tecnologia è stata sviluppata in collaborazione con Watertracks, società francese specializzata in soluzioni robotiche avanzate, e punta a rendere più efficiente la gestione degli impianti idroelettrici in una fase in cui il cambiamento climatico rende sempre più delicato l’equilibrio tra disponibilità d’acqua, produzione energetica e tutela ambientale.
“L’idroelettrico rappresenta una fonte di energia rinnovabile strategica per l’Italia e la disponibilità di acqua ne è la condizione essenziale”, commenta Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A. “Di fronte agli effetti del cambiamento climatico, innovare significa ripensare la gestione delle nostre infrastrutture: utilizzare la robotica per rendere più efficiente la manutenzione degli invasi contribuisce a tutelare una risorsa preziosa come l’acqua, a beneficio sia della produzione di energia green sia dei territori”. Mazzoncini aggiunge che, una volta conclusa la sperimentazione a Cancano, l’obiettivo è estendere il progetto agli altri impianti del Gruppo e, potenzialmente, anche ad altri bacini idroelettrici italiani.
La doppia sfida tra siccità ed eventi estremi
Il progetto nasce dalla necessità di affrontare due effetti opposti del cambiamento climatico. Da un lato, i periodi di siccità sempre più frequenti rendono ogni metro cubo d’acqua ancora più prezioso; dall’altro, gli eventi meteorologici estremi aumentano l’erosione dei versanti montuosi e quindi l’accumulo di sedimenti negli invasi. È da questa doppia esigenza, insieme a un percorso di Design Thinking sviluppato internamente ad A2A, che è nato il Progetto Teti.
Come funziona il robot
Il cuore del sistema è un robot cingolato che opera direttamente sul fondale dell’invaso. A Cancano lavora a circa 80 metri di profondità, senza interrompere il funzionamento dell’impianto. Due frese rotanti laterali smuovono il sedimento, che viene poi aspirato da una pompa e trasferito in un’area dedicata del bacino, lontano dalle prese d’acqua, così da ridurre il rischio di ostruzioni. Il robot è dotato anche di sensori che consentono di monitorare da remoto e in tempo reale i principali parametri operativi, tra cui la portata e la concentrazione dei detriti aspirati.
Secondo A2A, il sistema consente inoltre di limitare l’impatto paesaggistico e ambientale, perché le operazioni avvengono in modo sommerso, con un cantiere di dimensioni contenute e senza provocare un intorbidimento significativo dell’acqua. Il robot è alimentato interamente a energia elettrica.
La sperimentazione ha già consentito di rimuovere oltre 10mila metri cubi di sedimenti dal bacino di Cancano. Un risultato che, secondo il Gruppo, conferma l’efficacia della tecnologia nelle prime fasi di test e apre alla possibilità di una sua applicazione su scala più ampia.
Una alternativa alla fluitazione
Fino a oggi la rimozione dei sedimenti è stata effettuata prevalentemente attraverso la fluitazione, un’operazione che comporta lo svuotamento dell’invaso e l’utilizzo dell’acqua per trasportare a valle i materiali accumulati. Si tratta di una procedura necessaria per garantire la funzionalità degli impianti, ma che riduce temporaneamente la disponibilità della risorsa idrica per la produzione energetica e per altri utilizzi, come quelli agricoli e idropotabili. Il Progetto Teti punta a superare questi limiti, rendendo la manutenzione più continua e meno impattante.
Dalla rimozione al riutilizzo dei sedimenti
La prospettiva futura riguarda anche la valorizzazione dei materiali rimossi. A2A punta infatti a sviluppare una filiera strutturata per il trattamento e il riutilizzo dei sedimenti, in una logica di economia circolare. Forte dei risultati ottenuti a Cancano, il Gruppo intende ora valutare l’estensione della tecnologia agli altri impianti idroelettrici gestiti in Italia.


