Di Tommaso Cinquemani
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A Bruxelles i capi di Stato e di governo si riuniranno per discutere dei risultati delle elezioni europee. Sul tavolo ci sarà l’avanzata degli euroscettici, che spaventano soprattutto Francia e Gran Bretagna. Ma si inizierà a parlare anche di quali politiche l’Unione europea dovrà adottare nei prossimi anni: se continuare sulla strada del rigore oppure aprire a politiche di stimolo alla crescita. Una decisione non da poco che influirà anche sull’infornata di nomine che arriveranno in autunno.
La poltrona chiave è quella di Presidente della Commissione europea. Visti i risultati elettorali dovrà essere cercato un candidato che sia sostenuto da un’ampia maggioranza del Parlamento europeo. Il nome che viene fatto più volte è quello di Jean-Claude Juncker, il candidato del Ppe. Ma non è detto che sia lui ad essere scelto visto che non piace troppo né alla Merkel né ai liberali dell’Alde. La Cancelliera potrebbe tentare di imporre il nome di Christine Lagarde. Ma anche Martin Schulz ha qualcosa da dire visto che piace, oltre che al Pse, anche ai Verdi e all’Alde.
Anche la politica europea ha le sue regole e ogni Istituzione viene spartita secondo un principio di pesi e contrappesi. Ecco allora che l’Italia potrebbe avanzare delle richieste di peso, visto anche che Matteo Renzi guida il partito con più delegati nel Pse. Con Mario Draghi alle Bce non potremo avanzare pretese troppo importanti, ma alla Commissione le poltrone più ghiotte sono quella della Concorrenza, degli Affari economici e monetari, del Mercato interno e dell’Agricoltura. E proprio quest’ultima casella potrebbe essere occupata da un italiano: Paolo De Castro. L’eurodeputato, al suo secondo mandato, è stato presidente della Commissione agricoltura di Strasburgo ed è apprezzato unanimemente per la sua competenza. Certo, i nomi dei commissari potrebbero essere scelti tra non deputati, ma questo tradirebbe lo spirito del trattato di Lisbona, anche se Massimo D’Alema ancora ci spera.
Alla presidenza del Parlamento europeo mira Guy Verhofstadt, il candidato alla Commissione dell’Alde, che potrebbe essere nominato nel caso in cui si formi una maggioranza trasversale Pse-Alde-Ppe per eleggere il presidente della Commissione. A sperare nella poltrona è anche Gianni Pittella, che però, secondo alcuni, non avrebbe le caratteristiche per quel ruolo. Per completare il quadro manca un nome per l’Alto rappresentante per gli Affari Esteri, posizione attualmente coperta dall’inglese Catherine Ashton e che potrebbe rimanere alla Gran Bretagna, in attesa di vedere quale sarà il risultato del referendum per l’uscita dall’Unione. Ai popolari, in caso di nomina di Schulz alla Commissione, potrebbe andare la poltrona di Presidente del Consiglio europeo, attualmente presieduto da Herman Van Rompuy.
