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L’Ue a fianco dei manifestanti ucraini. “Non riconosciamo Yanukovich”

L’Ue a fianco dei manifestanti ucraini. “Non riconosciamo Yanukovich”
Yanukovich
Il presidente legittimo dell’Ucraina è quello eletto dal Parlamento, non più Yanukovich. A sottolinearlo è la Commissione europea. E il Parlamento chiede che l’Unione fornisca “urgentemente” un sostegno finanziario a Kiev

Per l’Unione europea il presidente legittimo dell’Ucraina e’ quello designato a larga maggioranza dal Parlamento di Kiev, la Rada Suprema. Lo ha detto oggi il portavoce della Commissione Olivier Bailly, escludendo che l’ex presidente Viktor Yanukovich sia l’autorita’ di riferimento, come invece sostiene la Russia. “Tutte le parti devono continuare a rispettare l’integrita’ territoriale dell’Ucraina – ha sottolineato il portavoce – e alla Russia chiediamo che abbia un atteggiamento costruttivo nell’interesse del popolo ucraino: non vogliamo accentuare gli antagonismi ma cerchiamo una soluzione sostenibile per la prosperita’ del paese, e auspichiamo che la Federazione russa sia parte di questa soluzione”.

Il portavoce della Commissione ha anche sottolineato che, per quanto riguarda il sostegno finanziario dell’Unione all’Ucraina, “e’ ancora presto per poter comunicare le cifre”, ribadendo che il sostegno dell’Ue e’ allo stesso tempo “economico e politico”. Lunedi’ prossimo, l’alto rappresentante Catherine Ashton, che ieri ha coordinato una riunione di alto livello su questo tema a cui hanno partecipato il vicepresidente della Commissione Olli Rehn, il commissario al Commercio Karel De Gucht, quello per il budget Ue Janusz Lewandowski, la commissaria per gli aiuti umanitari Kristalina Georgieva e il Commissario allo Sviluppo Andris Piebalgs, ha in programma un nuovo viaggio a Kiev.

Anche il Parlamento europeo chiede che l’Unione fornisca “urgentemente” un sostegno finanziario, sia a breve che a lungo termine, all’Ucraina, applicando allo stesso tempo sanzioni mirate contro i responsabili delle violenze. E’ quanto stabilisce una risoluzione votata oggi a Strasburgo dall’Europarlamento in seduta plenaria. L’Ue, e’ detto nel testo approvato oggi, dovrebbe inoltre prendere l’iniziativa e organizzare una conferenza internazionale dei donatori per raccogliere fondi. I deputati ricordano inoltre che, in base al “memorandum di Budapest” firmato con gli Stati Uniti e il Regno Unito nel 1994, la Russia si e’ impegnata a garantire l’integrita’ territoriale dell’Ucraina e ad astenersi dalla coercizione economica.

Nella risoluzione si ribadisce che non appena sara’ risolta l’attuale crisi politica, l’Ue e’ pronta a firmare un accordo di associazione e di libero scambio con l’Ucraina e che il partenariato non e’ “l’obiettivo finale della cooperazione Ue-Ucraina”. I deputati sottolineano che il trattato Ue, in cui e’ inclusa anche l’Ucraina, consente a qualsiasi Paese europeo di aderire all’Unione, purche’ si attenga ai principi della democrazia, rispetti le liberta’ fondamentali, i diritti umani e quelli delle minoranze e garantisca lo stato di diritto. L’Europarlamento afferma ancora che L’Unione dovrebbe aiutare il governo entrante dell’Ucraina a combattere la corruzione endemica che ostacola lo sviluppo del Paese. La risoluzione esorta tutte le parti a non farsi oscurare da eventuali sentimenti di vendetta e di impegnarsi a instaurare un dialogo politico per raggiungere un compromesso ed evitare “ritorsioni extragiudiziali”. I nuovi leader dell’Ucraina dovrebbero prendere le distanze dagli estremisti ed evitare provocazioni e azioni violente che potrebbero alimentare “iniziative separatiste” – avvertono gli eurodeputati – rispettando anche i diritti delle minoranze nel Paese nonch l’uso della lingua russa e di quelle minoritarie.

La Svizzera ha annunciato di essere pronta a congelare tutti i beni del presidente deposto dell’Ucraina, Viktor Yanukovich. Il governo ha deciso, “in linea di principio, di congelare qualsiasi eventuale fondo che Yanukovich potrebbe avere in Svizzera”, ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri, Pierre-Alain Eltschinger. Il neo premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, nel suo primo discorso in Parlamento, aveva puntato il dito contro Yanukovich e i suoi fedelissimi, accusandoli di aver rubato dalle ‘casse’ del Paese 37 miliardi di dollari negli ultimi 3 anni.