L’Ue dovrebbe concedere una proroga, fino al primo settembre dell’anno prossimo, per il pagamento di quanto gli Stati devono dare in piu’ per il bilancio Ue degli anni scorsi, la cui scadenza e’ ora fissata al primo dicembre. Dopo la polemica suscitata dall’annuncio del “ricalcolo” del dovuto, soprattutto da parte del premier inglese David Cameron il cui paese dovrebbe pagare 2,1 miliardi di euro, si profila un accordo, alla riunione dei ministri economici Ue.
Ora, secondo quanto si apprende mentre la discussione e’ ancora in corso, sara’ la Commissione a decidere, al piu’ presto, l’entita’ delle rate che ogni paese dovra pagare, le scadenze e se saranno esenti dal pagamento di interessi, e quale e’ la soglia minima del dovuto oltre la quale scatta la possibilita’ di richiedere la dilazione.
Il leader del partito euroscettico Ukip, Nigel Farage, e’ ancora “convinto” che Londra dovra’ pagare “l’intera somma del conguaglio all’Ue”. L’esponente indipendentista alleato del Movimento Cinque Stelle all’Europarlamento si e’ detto “scettico” dopo che il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha annunciato di aver ottenuto una rateizzazione e uno sconto del 50% sul conguaglio pari a 2,1 milioni di euro che Londra dovra’ versare all’Ue. Farage, citato dall’Evening Standard, resta convinto che alla fine la Gran Bretagna dovra’ versare tutta la somma.
All’Ecofin, Osborne ha ottenuto in anticipo il “rebate” (rimborso) sul contributo all’Ue dell’anno prossimo da parte del Regno Unito, intascando anche la possibilita’ di rateizzare, senza interessi, il resto del dovuto. Cosi’, quel conto da 1,7 miliardi di sterline (oltre 2,1 miliardi di euro) chiesto da Bruxelles come conguaglio per i buoni risultati economici di Londra e che aveva fatto andare su tutte le furie il premier David Cameron, si e’ praticamente dimezzato, portandosi a quota 850 milioni di sterline, poco piu’ di un miliardo di euro. Sicuramente un successo di immagine per l’esecutivo conservatore e liberaldemocratico (i due partiti sono in coalizione) e per il ministro dell’Economia, che aveva subito twittato poche righe celebrando il risultato ottenuto.
Allo scetticismo di Farage si e’ associato Daniel Hannan, parlamentare Tory ed esponente del fronte anti-Ue a Westminster, il quale ha dichiarato al London Evening Standard: “L’Ue continua a presentarci il conto. I ministri lo raddoppiano, applicano il rebate, lo riportano alla figura originaria e poi si parla di ‘vittoria’. Dobbiamo veramente festeggiare?”. In mattinata anche il premier Cameron, prima dell’Ecofin a Bruxelles, era andato all’attacco, paventando “grossi problemi” nel caso di un mancato ripensamento da parte dell’Ue. Il primo ministro conservatore aveva anche ripetuto la sua “indisponibilita’” a versare l’intera quota entro il primo di dicembre di quest’anno.

