L’eccessivo ricorso agli istituti di credito, colpiti a loro volta da regole piu’ severe sui requisiti di capitale, ha reso le Pmi piu’ vulnerabili da un punto di vista finanziario. Il problema e’ particolarmente sentito nel Sud dell’Europa, e in Italia dove solo la meta’ delle Pmi che chiedono prestiti ottiene per intero il finanziamento richiesto, contro una media Ue del 65%, secondo dati dell’Esecutivo Ue.
Per far fronte a questo perdurante “credit crunch“, la Commissione ha proposto di “facilitare l’accesso delle Pmi al mercato dei capitali” attraverso la creazione di un “mercato secondario liquido e trasparente per i titoli obbligazionari” che al momento sono usati quasi esclusivamente delle grandi aziende. Bruxelles vuole inoltre rafforzare il mercato dei venture capital, cioe’ finanziatori interessati a investire in start-up innovative ma con poche garanzie. La Commissione propone inoltre una serie di misure per migliorare il crowdfunding, cioe’ il finanziamento di privati cittadini. Si tratta al momento di un fenomeno molto limitato, il cui volume e’ stimato in 1 miliardo di euro in tutta l’Ue nel 2013, a fronte del finanziamento di 6,000 miliardi di euro da parte delle banche per le aziende nel 2012. Tuttavia il fenomeno e’ in crescita e potrebbe portare nuovi fondi alle aziende piu’ innovative, secondo le previsione della Commissione Ue.
La Commissione Ue propone poi un ritorno all’uso di strumenti e strategie finanziarie meno sicuri ma piu’ remunerativi, e il superamento del tabu’ sulle cartolarizzazioni, nonostante le gravi responsabilita’ che questi strumenti finanziari abbiano avuto nella crisi economica che ha colpito l’Europa negli ultimi anni. “Bisogna rivitalizzare i mercati delle cartolarizzazioni, pur tenendo in dovuto conto i rischi e la natura diversa di questa prodotti” si legge in una nota della Commissione.
Per rimettere liquidita’ nel sistema e riavviare la crescita in modo duraturo, Bruxelles propone altre misure finanziarie dettate da una logica di minor prudenza di quella adottata finora dopo la crisi in Europa. Tra le proposte c’e’ l’ammorbidimento delle regole per consentire ai fondi pensione di investire in prodotti finanziari e nelle opere pubbliche. Questo consentirebbe l’uso piu’ efficiente di capitali al momento per lo piu’ stanziali, ma allo stesso tempo potrebbe mettere a maggior rischio le pensioni di molti lavoratori, come per esempio accaduto negli Stati Uniti per il fondo pensione Calpers dopo il fallimento nel 2001 del colosso energetico americano Enron.
