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La Bce: “Ripresa ancora lenta. Allarme lavoro per i giovani”

La Bce: “Ripresa ancora lenta. Allarme lavoro per i giovani”
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A preoccupare la Banca centrale europea è soprattutto la disoccupazione giovanile all’interno dell’Eurozona: nel mirino di Francoforte Italia, Spagna e Grecia. Nel nostro paese record di Neet. Pil attesa in crescita dell’1% quest’anno e dell’1,5% nel 2015

Ripresa economica ancora con il fiato corto in Europa, mentre resta altissimo il tasso di disoccupazione giovanile in Italia, Grecia e Spagna. E’ il quadro disegnato dal bollettino mensile della Banca centrale europea che conferma un livello di inflazione basso nell’area euro (1,1% nel 2014 e all’1,4% per il 2015) ribadisce che i tassi di interesse “resteranno ai livelli attuali o piu’ bassi per un prolungato periodo di tempo” e chiede ai governi di “non vanificare gli sforzi di risanamento”. Gli indicatori economici dell’Eurozona, sostiene la Bce, “suggeriscono, nel complesso, il protrarsi della moderata ripresa nell’ultimo trimestre del 2013”.

Ma i rischi “continuano a essere orientati al ribasso. Ci si attende un lento recupero del prodotto nell’area dell’euro, in particolare, si dovrebbe concretizzare un certo miglioramento della domanda interna, sostenuto dall’orientamento accomodante della politica monetaria, da condizioni di finanziamento piu’ favorevoli e dai progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali”. Inoltre, prosegue l’Istituto di Francoforte, “i redditi reali beneficiano della minore inflazione relativa alla componente energetica”, e “l’attivita’ economica dovrebbe altresi’ trarre vantaggio da un graduale rafforzamento della domanda di esportazioni dell’area”.

Allo stesso tempo pero’ “seppure in fase di stabilizzazione, la disoccupazione resta elevata nell’area dell’euro e i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato continueranno a pesare sul ritmo della ripresa”. Sono i giovani, secondo la Bce, i piu’ colpiti dalle ricadute occupazionali della crisi, in determinati casi a causa di “norme restrittive in materia di tutela del posto di lavoro, che avrebbero favorito l’emergere di un mercato del lavoro duale caratterizzato da divari fra quanti detengono un contratto a tempo indeterminato e chi, specie tra i giovani, ha un contratto a termine”.

Il bollettino sottolinea che “nel 2007 il 50% dei giovani occupati nell’area dell’euro era titolare di un contratto a termine”. In particolare, secondo Francoforte, l’Italia si classifica al terzo posto nell’Eurozona per tasso di disoccupazione giovanile, superata solo da Grecia e Spagna. “L’evoluzione del tasso di disoccupazione giovanile cela notevoli differenze fra paesi”, si legge nel bollettino, e “mentre in Austria e a Malta l’incremento e’ stato moderato e in Germania si e’ persino registrato un calo, il tasso di disoccupazione giovanile e’ aumentato in maniera particolarmente marcata nei paesi soggetti a tensioni di mercato, portandosi nel 2013 su valori compresi fra il 50% e il 60% in Grecia e in Spagna e raggiungendo livelli prossimi al 40% in Italia, Portogallo e Cipro e al 30% in Irlanda”. L’Italia, inoltre, e’ il paese dell’Eurozona con il maggior numero di giovani ‘Neet’ (persone di eta’ compresa tra i 15 e i 24 anni che non sono ne’ occupate, ne’ impegnate in attivita’ di studio o formazione: dal 2007 al 2012 i ‘Neet Italiani sono passati da circa il 16% a oltre il 21% del totale, un incremento percentuale inferiore solo a quelli di Grecia e Irlanda.