Sono passati 70 anni ma per qualcuno la seconda guerra mondiale non è mai finita. Sono decenni che in Grecia si alza la voce per ricevere un risarcimento dalla Germania per l’occupazione nazista. Ma finora non si era mai andati fino in fondo e soprattutto non erano mai state fatte cifre. Ora invece arrivano anche i numeri esatti delle pretese economiche di Atene: 278,7 miliardi di euro.
La cifra “monstre” è stata fatta dal viceministro delle Finanze greco, Dimitris Mardas, che ha presentato il conto a Berlino durante un intervento in Parlamento. “In base ai nostri calcoli”, ha affermato Mardas, “il debito collegato alle riparazioni di guerra è di 278,7 miliardi di euro, compresi 10,3 miliardi del cosiddetto ‘prestito forzato’”. Mardas fa riferimento a un prestito “obbligato” che fu preteso dalle forze naziste durante l’occupazione del territorio ellenico. “Il conto”, ha spiegato Mardas, “è stato effettuato dalla nostra ragioneria generale di Stato”.
Da Atene arriva dunque nuova benzina sul fuoco su una vicenda che Berlino per ora continua a negare. Solo lo scorso mese il ministro della Giustizia di Atene aveva detto di essere pronto a dare esecuzione a una sentenza di 15 anni fa della Corte suprema che autorizza il sequestro di asset tedeschi in Grecia per ripagare le atrocità di guerra. Berlino, dal canto suo, sostiene che la questione delle riparazioni alla Grecia è stata già risolta con i pagamenti fatti negli anni ’60 come parte degli accordi con diversi paesi europei e ricorda gli accordi fatti nel 1990 al momento dell’unificazione per chiudere formalmente la seconda guerra mondiale. Ma per il governo Tsipras la partita non è per nulla chiusa.
