Di Tommaso Cinquemani
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Una grande coalizione tra socialisti e popolari al Parlamento europeo. E’ questo lo scenario che si va delineando dopo il voto francese che ha premiato l’euroscetticismo di Marine Le Pen. Tutti i sondaggi infatti danno in crescita i partiti anti-euro che dovrebbero prendere circa un centinaio di seggi. Seguono a pari merito il Ppe e il Pse, con 210 seggi a testa. Poi la sinistra radicale, il Gue, con circa 60 deputati eletti e i Liberali, intorno ai 70. Poi i Verdi, 38, e i Conservatori, una settantina in tutto. La maggioranta? 376 seggi. In questo quadro, è l’analisi fatta nelle cancellerie di mezza Europa, una maggioranza di destra o di sinistra è impossibile. L’unica via d’uscita è una Grosse Koalition alla tedesca, un governo sostenuto cioè da Ppe e Pse.
Un connubio visto dai maggiori analisti come deleterio. L’Unione europea infatti si trova in mezzo al guado ed è opinione condivisa da tutti che con questo assetto non possa andare avanti. Le ricette di destra e sinistra sono opposte, anche se entrambe ‘euro-convinte’. Se vincessero i popolai si punterebbe di più sul rigore dei conti e su riforme strutturali più o meno liberiste. Se vincessero i socialisti sarebbe data maggiore attenzione alle classi meno fortunate. Ergo, una grande coalizione sarebbe un punto di incontro tra le due posizioni, con il rischio di prolungare lo stallo in cui l’Unione ristagna da almeno tre anni.

