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La Serbia sogna di entrare in Europa. Bruxelles nicchia. Gentiloni: vi appoggiamo

La Serbia sogna di entrare in Europa. Bruxelles nicchia. Gentiloni: vi appoggiamo
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Dal 2008 Belgrado è in trattative per entrare nell’Ue. La Commissione però avverte: avete ancora molte riforme da fare. Il ministro Gentiloni, a Belgrado, sostiene la candidatura, ma il Paese è diviso tra chi guarda a Mosca e chi a Bruxelles

La Serbia parte dell’Unione europea? A giudicare dalla posizione sulla carta geografica sembra proprio di sì. Nonostante una parte della classe politica di Belgrado non veda di buon occhio l’adesione all’Ue, il Paese è sulla strada che lo porterà a farne parte a pieno titolo.

Nel 2008 la Serbia ha firmato l’Accordo di stabilizzazione e associazione. Un documento con il quale il governo si impegna a fare una serie di riforme in cambio di assistenza tecnica e finanziaria dall’Unione. Se alla fine del processo avrà raggiunto standard europei in settori come la giustizia, i diritti umani, la lotta alla corruzione ecc. allora potrà entrare a fare parte dell’Unione.

“L’Italia non ha mai mancato, e mai mancherà, di sostenere la piena integrazione della Serbia nell’Ue, così come anche degli altri Paesi dei Balcani Occidentali, senza la cui piena integrazione l’Ue non è completa”, ha spiegato il ministro Gentiloni proprio in visita a Belgrado.

Da qui, ha aggiunto il titolare della Farnesina, l’appoggio dell’Italia verso l’apertura di un primo capitolo negoziale con la Serbia, in considerazione del coraggio e della determinazione dimostrati dal Paese nell’affrontare le delicate riforme richieste da Bruxelles, coraggio e determinazione che vanno riconosciuti.

Come detto il paese deve fare ancora i suoi compiti a casa e Jean Claude Juncker, al momento dell’insediamento alla Commissione, ha fatto sapere che comunque l’Europa non si allargherà a nuovi paesi prima di cinque anni. Nel frattempo Belgrado avrà il tempo di risolvere alcuni problemi interni.

Prima di tutto nei confronti della Russia. Una parte del panorama politico, e dell’opinione pubblica serba, si sente vicino a Mosca e vorrebbe guardare ad est, più che ad ovest. Inoltre inE in ampi strati della popolazione c’è del risentimento nei confronti di Bruxelles e dell’Italia, per l’indipendenza del Kosovo e per la gestione della guerra con la Bosnia.