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La Turchia ai ferri corti con l’Europa. Ma Bruxelles stanzia 1,16 miliardi

Da Bruxelles è arrivato il via libera ad un pacchetto di fondi destinati all’integrazione di Ankara. Ma il premier Erdogan, dopo gli arresti dei giornalisti antigovernativi, lancia un avvertimento: “Non saremo lo zerbino dell’Ue”

Nonostante i rapporti tra Unione europea e Turchia non siano dei più distesi, la Commissione europea ha dato il via libera ad un pacchetto di fondi destinati all’integrazione di Ankara. Al Paese euroasiatico vanno oltre 366 milioni di euro, ma Bruxelles ha anche stanziato fondi per un programma multi-annuale mirato a settori specifici per il periodo 2014-2016 per quasi 800 milioni di euro.

“Questi fondi”, ha spiegato Johannes Hahn, commissario europeo per i negoziati all’allargamento, “andranno a sostegno di concrete riforme democratiche ed economiche: dalla modernizzazione della giustizia e della pubblica amministrazione a investimenti in infrastrutture e connettività”.

Mentre Bruxelles dava il via libera agli stanziamenti, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che “la Turchia non sarà mai l’usciere dell’Europa”. Le dichiarazioni sono la risposta alle critiche arrivate dal Vecchio Continente in seguito alla vasta retata di domenica contro media dell’opposizione, che ha portato all’arresto di 27 persone.

“Dicono che daranno una lezione di democrazia alla Turchia, facciano lo sforzo di venire fino a qui affinché sia la Turchia a dare questa lezione a loro”, ha affermato il leader islamista in un discorso pronunciato durante l’inaugurazione a Konya, nel centro del Paese, di una nuova linea di treno ad alta velocità.

Di fronte alle condanne arrivate per il giro di vite nei confronti dei media, Erdogan ha nuovamente invitato l’Ue a “guardarsi allo specchio”, in particolare per quello che sta facendo in Egitto e Siria.