“Io ci credo”. Enrico Letta parla ai ricchi emiri dei paesi del Golfo e spiega che l’Italia ce la puo’ fare a far ripartire l’economia, a cominciare da un accordo a lungo atteso, quello tra Alitalia ed Ethiad, compagnia aerea emiratina. I conti del nostro Paese sono in ordine, spiega Letta “con orgoglio” ai suoi interlocutori durante ogni incontro e “ce l’abbiamo fatta da soli, camminando sulle nostre gambe, non abbiamo chiesto aiuti alla Ue”.
La consapevolezza, a tratti poco piu’ di una speranza a dire il vero, di una prospettiva stabile, ha spinto il premier a dare una sorta di appoggio esterno alle trattative autonome tra i due management. Perche’ l’ultimo via libera atteso, quello del governo emiratino, era legato proprio a rassicurazioni da parte italiana sulle prospettive economico-politiche del nostro Paese. Letta ha garantito che l’Italia ce la puo’ fare, anzi, ce la sta facendo gia’, durante la cena ufficiale di ieri sera che aveva come ospite l’uomo forte degli Emirati arabi uniti, il principe ereditario Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, e come commensali i dirigenti delle principali aziende italiane che operano nel Golfo, da Eni a Finmeccanica. Una garanzia che e’ giunta guardacaso proprio poche ore prima il via libera da parte di Alitalia ed Ethiad alla due diligence che dovrebbe portare a un’intesa entro un mese. Ora che il governo sostiene senza riserve l’intesa, Letta fa pero’ appello alle parti, sociali e politiche, in Italia: “sono convinto che tutti faranno la loro parte, ognuno si deve assumere le sue responsabilita’”. Come a dire che una nuova ridda di polemiche o di contrattazioni estenuanti rischierebbe di far saltare uno degli ultimi possibili treni per Alitalia.
IMMIGRAZIONE – Serve un cambio di passo in Europa per la politica dell’immigrazione. Lo ha detto il premier Enrico Letta, intervistato da Al Arabiya. “Per noi l’aspetto umanitario e’ il primo aspetto, abbiamo dato vita a una forza militare umanitaria nell’autunno scorso proprio per questo”. Ma soprattutto serve “un cambio di passo” a livello europeo. Il dossier, ha ricordato Letta, sara’ all’attenzione del prossimo Consiglio europeo, ma si dovra’ partire dalla consapevolezza che l’immigrazione “non e’ un problema nazionale quanto europeo”. “Servono nuovi passi e il primo aspetto sara’ la cooperazione con i Paesi di origine, come Libia, Eritrea e Somalia”.

