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Migranti, allarme di Frontex: “Sempre alta la minaccia terrorismo”

Allarme di Frontex su migranti e sicurezza: “La minaccia terrorismo non è diminuita”

Migranti, allarme di Frontex: “Sempre alta la minaccia terrorismo”
Triton Frontex, Marina belga Ape
Dopo l’attentato di Trebes e l’arresto dell’affiliato dell’Isis a Foggia arriva un nuovo allarme terrorismo. E’ quello di Frontex, che collega il rischio al fenomeno dei migranti

Dopo l’attentato di Trebes e l’arresto dell’affiliato dell’Isis a Foggia arriva un nuovo allarme terrorismo. E’ quello di Frontex, che collega il rischio al fenomeno dei migranti.

Migranti, Frontex: “La minaccia sicurezza non è diminuita” 

La minaccia sicurezza in Europa “non è diminuita, dobbiamo essere certi che non vi siano attraversamenti delle frontiere dell’Ue non intercettati”. Lo ha detto il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, durante una audizione al Parlamento europeo, sull’operazione Themis. Leggeri ha ribadito che al momento l’agenzia europea “non si aspetta un aumento degli arrivi di migranti dalla Libia, almeno non per il momento”.

“Flussi di migranti non intercettati da Algeria e Tunisia”

Leggeri ha spiegato che i velivoli di Frontex hanno rilevato flussi di migranti non intercettati da Algeria e Tunisia, che pongono “preoccupazioni di sicurezza” e su cui si sta lavorando.

Secondo Leggeri, l’Agenzia ha partecipato al 23% delle operazioni di ricerca e salvataggio in mare dei migranti, una quota pari a quella dello stesso periodo del 2017. Inoltre, ha precisato, l’area di ricerca e salvataggio (Sar) con Themis, “non si sovrappone al Sar di Malta, né a quello della Libia” (che ha dichiarato la propria zona). Ma se sono in calo gli arrivi di migranti verso l’Italia, si registra invece una “crescita vertiginosa” verso la Spagna — evidenzia il direttore esecutivo dell’Agenzia europea — e per questo, d’accordo con Madrid, si è deciso di condurre l’operazione Indalo in modo permanente. Leggeri definisce poi un «paradosso» l’aumento del numero delle richieste d’asilo nei Paesi dell’Ue, a fronte del calo degli arrivi (-60 a livello Ue rispetto al 2017). “È una sorta di paradosso. Ci stiamo lavorando, per capire cosa ci sia dietro”, afferma. Il fenomeno comunque potrebbe essere collegabile ad un mix di elementi: “queste persone erano già presenti in Ue; alcune domande riguardano persone che si sono spostate da un Paese ad un altro; non tutti i passaggi irregolari alla frontiera vengono rilevati”.