Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Affari Europei » Migranti, dopo l’accordo Ue-Turchia si apriranno nuove rotte

Migranti, dopo l’accordo Ue-Turchia si apriranno nuove rotte

Se anche l’accordo Ue-Turchia per la gestione dei migranti dovesse funzionare, non si risolverebbe il problema ma al contrario se ne verrebbero automaticamente a creare di nuovi. E’ l’avvertimento che arriva da un’analisi dello European Policy Centre (Epc), uno dei principali think tank attivi a Bruxelles

Se anche l’accordo Ue-Turchia per la gestione dei migranti dovesse funzionare, non si risolverebbe il problema ma al contrario se ne verrebbero automaticamente a creare di nuovi. E’ l’avvertimento che arriva da un’analisi dello European Policy Centre (Epc), uno dei principali think tank attivi a Bruxelles. L’analisi e’ stata pubblicata oggi, e si concentra in particolare sul meccanismo noto come ‘uno a uno’ in base al quale l’Ue si fa carico di un rifugiato siriano regolarmente registrato nei campi profughi turchi (resettlement) per ogni migrante irregolare restituito dalla Grecia alla Turchia. Per l’Epc se tutto questo dovesse funzionare si “aumentera’” la spinta dei contrabbandieri a cercare percorsi alternativi per l’Europa.

“C’e’ una forte probabilita’ che il ritorno dei migranti irregolari verso la Turchia e l’attuazione dello schema ‘uno a uno’ motivera’ i migranti e trafficanti di utilizzare altre vie possibili”, ha riconosciuto il think tank, secondo cui esistono almeno tre esempi di rotte possibili alternative a quelle attuali: la rotta verso la Bulgaria attraverso il mar Nero, quelle Libia-Italia e Albania-Italia, e quella Marocco-Spagna. Nella migliore delle ipotesi, dunque, l’accordo rischia di ritorcersi contro gli europei, che si troverebbero a dover pagare il funzionamento di uno schema di per se’ insufficiente. Ammesso che l’accordo con la Turchia funzioni.

Secondo l’Epc la natura volontaria del resettlement europeo dai profughi presenti in Turchia “costituisce uno dei motivi di preoccupazione”, in quando anche se gli Stati membri dovessero partecipare al meccanismo volontario “non e’ affatto chiaro quanti siriani i singoli Paesi saranno disposti a prendersi e se il contributo di alcuni membri dell’UE sara’ puramente simbolico”. Senza contare che le 72mila persone poste come tetto massimo allo schema di riammissione in Turchia e all’intero sistema ‘uno a uno’ rappresentano “un numero ridotto” nell’accordo Ue-Turchia.

Nel frattempo nuove mosse da Vienna. “Dopo la chiusura della rotta dei Balcani, i confini austriaci con Ungheria ed Italia vanno protetti. Il confine di passo del Brennero va chiuso il piu’ presto possibile”. E’ quando ha affermato oggi a Lubiana il ministro della difesa austriaco Hans Peter Doskozil a margine dell’incontro con il suo omologo sloveno Andreja Katic sul tema dei migranti. “Il rafforzamento potrebbe avvenire con una missione militare-civile”, ha aggiunto Doskozil che gia’ nei giorni scorsi aveva già ipotizzato che la chiusura di passo del Brennero “dovrebbe avvenire in poche settimane”.