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Migranti, l’assistenza europea bocciata dalla Corte dei Conti Ue

Migranti, l’assistenza europea bocciata dalla Corte dei Conti Ue
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Doppia bordata sui piani Ue per affrontare l’emergenza migranti. La Corte dei Conti Ue boccia i progetti di assistenza: “Strategie poco chiare”. Il Consiglio d’Europa attacca sull’accordo con la Turchia

Doppia bordata sui piani Ue per affrontare l’emergenza migranti. La Corte dei Conti Ue boccia i progetti di assistenza: “Strategie poco chiare”. Il Consiglio d’Europa invece attacca sull’accordo con la Turchia.

“L’accordo Ue-Turchia per la gestione del flusso dei migranti non funziona, perché non è in grado di rispondere alla portata del fenomeno” ha detto il commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, a proposito dello schema noto come ‘uno contro uno’. In base a tale schema, i profughi illegali che arrivano in Grecia vengono rimandati in Turchia, e per ogni persona che torna, l’Ue si impegna ad accogliere un siriano da un campo profughi turco. Lo speciale meccanismo si applicherà sino a un massimo di 72 mila persone.

“I posti attualmente disponibili in Europa sono chiaramente insufficienti e il numero di rifugiati trasferiti è del tutto inadeguato”, ha commentato oggi Muiznikes. A suo giudizio “sarebbe illusorio credere che la sofferenza dei migranti da una parte e la pressione migratoria sui paesi europei dall’altra possano scomparire con questo accordo”. Si tratta soltanto di “una toppa per coprire uno dei buchi dell’approccio dell’Unione Europea alla crisi migratoria”. Quello che serve, invece di un meccanismo come quello appena concordato, sono “azioni più coraggiose di lungo periodo”, ha concluso l’esponente dell’organismo di tutela dei diritti dell’uomo.

L’altra, pesante, critica, arriva dalla Corte dei Conti Ue sui progetti di assistenza dell’Ue ai Paesi vicini. I magistrati contabili europei hanno preso in esame 23 progetti, dal valore totale di 89 milioni di euro, sulla dimensione “esterna” della politica di migrazione in Algeria, Georgia, Libia, Moldova, Marocco e Ucraina.

“La spesa dell’Ue nel settore della migrazione nei ‘Paesi del vicinato’ sarà efficace solo se verranno fissati obiettivi chiari, se i fondi saranno assegnati a priorità ben definite e se la governance e il coordinamento tra organismi dell’Ue e tra la Commissione europea e gli Stati membri verranno migliorati”, hanno dichiarato i magistrati della Corte dei Conti, che hanno evidenziato una lunga serie di punti deboli nella strategia europea.

In particolare, i togati parlano di complessità degli obiettivi politici e della governance, impossibilità di misurare i risultati e di determinare la spesa totale, limitata riuscita del ritorno dei migranti nei rispettivi paesi di origine e problemi di coordinamento tra diversi organismi dell’Ue e tra la Commissione europea e gli Stati membri. Insomma, un quadro tutt’altro che semplice.