Martedì 16 giugno ci sarebbe dovuto essere il via libera del Consiglio Ue al piano della Commissione europea sulla ripartizione dei migranti all’interno dell’Unione. Invece fonti diplomatiche fanno sapere che non esiste ancora un accordo e che slitterà tutto di almeno un mese.
Contando poi che il Parlamento europeo dovrà esprimere la sua opinione e che le vacanze estive incombono, significa che il pacchetto migranti sarà rimandato a settembre. L’Italia e la Grecia dovranno continuare ad ospitare chi scappa dal nord Africa.
I punti su cui si sta trattando sono i criteri per la ripartizione dei richiedenti asilo e l’obbligatorietà proposta dall’esecutivo comunitario per il ricollocamento all’interno dell’Europa di 40mila richiedenti protezione internazionale in due anni (24mila dall’Italia e 16mila dalla Grecia), contro la base volontaria stabilita dai leader Ue nel summit straordinario di aprile.
C’è poi il fatto che dal primo luglio a guidare l’Unione sarà il Lussemburgo (ora è la Lettonia) due Paesi che certo non hanno tra le priorità la questione migranti e che non si sono spesi per trovare un accordo. “Non cambieremo niente della proposta”, spiegano dalla Commissione europea che ha elaborato il testo.
