Il primo novembre è il giorno in cui si chiude l’era Barroso ed è anche il momento in cui Triton diventerà operativo. Il nuovo programma di pattugliamento delle coste del Mediterraneo è stato fortemente voluto dal governo italiano per fare fronte comune all’emergenza immigrazione clandestina.
Triton nasce sotto l’egida di Frontex, l’agenzia europea per la sicurezza delle frontiere, ed è sostenuto da 21 Stati, europei e non. Dall’Islanda alla Finlandia, dalla Germania alla Spagna, gli Stati metteranno a disposizione mezzi di soccorso e uomini. La metà delle forze in campo sarà dislocata dall’Italia che è in prima linea nel soccorrere i migranti in difficoltà. Ma attenzione, il programma europeo non andrà a sostituire Mare Nostrum, almeno nelle intenzioni della Commissione europea.
“Triton è solo una delle tante misure messe in atto dalla Commissione europea per aiutare l’Italia a far fronte alla crescente pressione migratoria”, ha dichiarato Cecilia Malmstrom, Commissario per gli Affari interni. Tuttavia “è chiaro che l’operazione Triton non sostituirà Mare Nostrum”. I numeri d’altronde sono evidenti. Se il programma italiano contava su uno stanziamento mensile di 9,5 milioni di euro, quello europeo può contare solo su 3 milioni.
Ma il ministro dell’Interno Angelino Alfano non vuole sentire ragioni. “Una volta che partirà Triton sarebbe difficilmente spiegabile mantenere un’operazione d’emergenza come Mare Nostrum. Dall’uno novembre, dunque, non ci saranno due linee di protezione, una vicina a Libia e un’altra più vicina alle acque nazionali, ma Mare Nostrum chiuderà secondo una linea d’uscita che il Governo stabilirà molto a breve”.
Il commissario Malstrom ha tenuto a ringraziare l’Italia per lo splendido lavoro svolto con Mare Nostrum, ma ha anche ricordato come “Triton non modifica in alcun modo la responsabilità dell’Italia nel controllare la propria parte delle frontiere dell’Ue, nonché i suoi obblighi in materia di ricerca e salvataggio delle persone bisognose di soccorso”. Il commissario ha poi aggiunto: “Confido nel fatto che l’Italia continuerà ad assolvere tali obblighi. Per avere successo, tali sforzi compiuti in mare devono essere integrati da altre misure. È indispensabile che gli Stati membri dell’Ue diano piena attuazione al sistema europeo comune di asilo, e che sia intrapreso un serio sforzo per creare un vero programma europeo per il reinsediamento dei rifugiati”.
