Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Affari Europei » L’Unione europea si apre all’Islam moderato. Più dialogo e un portavoce arabo

L’Unione europea si apre all’Islam moderato. Più dialogo e un portavoce arabo

L’Unione europea si apre all’Islam moderato. Più dialogo e un portavoce arabo
charlie hebdo 12
Insieme a misure di sicurezza tradizionali l’Unione europea cerca una sponda nel mondo arabo con cui contrastare la minaccia jihadista. E tra le proposte anche quella di dotarsi di un portavoce di lingua araba

I ministri degli Esteri dei Ventotto, riuniti a Bruxelles, hanno concordato che è necessario un cambio di strategia nell’affrontare la crescente minaccia del terrorismo di matrice islamica. Il Consiglio Affari Esteri, a cui ha partecipato per l’Italia il ministro Gentiloni, ha dichiarato di voler dare una risposta unitaria alla minaccia jihadista. Si è discusso di varie misure, tra cui il registro passeggeri, che con il benestare del Parlamento europeo obbligherebbe le compagnie aeree a comunicare ai governi i nomi dei passeggeri dei voli.

Ma l’intera Unione europea sta ripensando il modo di approcciarsi al tema della sicurezza e dell’integralismo islamico. “Occorre rafforzare la cooperazione sia all’interno del blocco Ue, con uno scambio di informazioni fra Paesi, sia collaborando con i Paesi del mondo arabo”, ha spiegato Federica Mogherini nella sua veste di Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione.

Ed è proprio l’apertura verso i paesi arabi che il Consiglio vuole mettere al centro della strategia di difesa, certi che solo attraverso un più stretto dialogo con il Medio Oriente e il Nord Africa si possono raggiungere dei risultati. Non a caso alla riunione è stato invitato anche il segretario generale della Lega Araba, Nabil El Araby. Ma c’è di più, perché lo stesso ministro Gentiloni ha parlato della possibilità di avere un portavoce di lingua araba all’interno della Commissione. Un modo per parlare direttamente con la controparte.