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Napolitano si scaglia contro gli euroscettici

Durante la commemorazione della strage delle Fosse Ardeatine Napolitano ribadisce l’importanza dell’unità europea e i benefici che questa ha portato. Ma i partiti anti-euro attaccano il Capo dello Stato

Settant’anni dopo la carneficina, Giorgio Napolitano ricorda alle Fosse Ardeatine le radici fatte di sofferenza da cui e’ scaturito il al processo di integrazione europea. E critica, all’indomani del voto francese, gli attacchi “superficiali” all’Unione. Sono, dice, posizioni “con cui non ci puo’ giocare”. “La pace non e’ un regalo o un dato scontato, inizia il suo ragionamento il Capo dello Stato dopo aver visitato il mausoleo in cui sono conservate le spoglie dei 335 martiri della strage nazifascista del 24 marzo 1944, “ma e’ una conquista che per l’Europa e’ dovuta precisamente a quella unita’ europea che oggi troppo superficialmente da varie parti si cerca di screditare e di attaccare”.

Oggi piu’ che mai occorre “ricordare a tutti quello che abbiamo vissuto in Italia e in Europa. Non si puo’ giocare con queste posizioni che tendono a screditare il nostro patrimonio di lotta per la liberta”, conclude ed avverte, con il tono pacato che usa quando vede una prospettiva poco rassicurante che si profila all’orizzonte.

Del resto l’esito delle amministrative francesi si fa sentire anche nel dibattito interno italiano. “Un ammonimento per Renzi”, sentenzia Nichi Vendola, “queste cose accadono la sinistra di governo applica ricette tipicamente di destra, quando chi viene eletto nel nome del cambiamento e sulla base di una grande speranza popolare come e’ accaduto a Hollande, quando quindi uno eletto per fare cose di sinistra fa cose di destra, obbedendo agli ambienti tecnocratici di Bruxelles”. L’avvertimento, per l’appunto, non e’ per il solo Hollande. Roberto Speranza, esponente di spicco del Pd e quindi diretto bersaglio delle critiche di Vendola, ammette: “Dalla Francia arriva un pericoloso avviso. Dobbiamo invertire la rotta in Europa per vincere i populismi e riaffermare i valori democratici”. Da destra intanto gongola la Lega. Roberto Maroni saluta quello che definisce “un salutare scossone populista a chi non vuole cambiare”. E conclude con l’immancabile hastag: “#bastaeuro”. Simile la reazione di Giorgia Meloni, mentre da Forza Italia Deborah Bergamini, piu’ moderata, invita a cogliere il segnale che viene dal malessere dell’elettorato.

Queste le prime mosse di un dibattito che accompagnera’ il Paese fino alla fine di maggio, con le europee. Intanto il Capo dello Stato invita a non essere superficiali, nel giudicare l’Europa. Che e’ nata sulla terribile esperienza degli anni della guerra.