Nato e Unione Europea fanno fronte comune contro la Russia. “Federica Mogherini e io abbiamo deciso di chiedere ai nostri staff di intensificare la cooperazione nella lotta contro la guerra ibrida”, ha dichiarato il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltemberg. L’obiettivo contro il quale si intende aumentare la cooperazione è, in maniera nemmeno troppo celata, il Cremlino. “Stiamo migliorando la nostra capacità di rispondere e scoraggiare le minacce ibride”, ha infatti affermato Stoltemberg, riferendosi alle strategie che a suo avviso sono state messe in piedi dalla Russia per “destabilizzare l’Ucraina”. Strategie non solo militari che utillizzano metodi, appunto “ibridi”, come cyberattacchi, disinformazione, tagli nelle forniture di gas e ritorsioni economiche.
Il fatto che i rapporti tra Nato e la Russia non siano proprio idilliaci non è certo una novità dell’ultimo minuto. Negli scorsi giorni la Nato ha chiesto a Mosca “fatti più forti delle dichiarazioni” di disponibilità al dialogo arrivate nelle ultime settimane e concretizzatesi nel lungo incontro tra il segretario di Stato americano, John Kerry, Vladimir Putin e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Incontro non risolutivo, tanto che la Nato ha deciso di incrementare ancora di più la collaborazione con l’Unione Europea.
“Siamo circondati da sfide che ci uniscono”, ha affermato Federica Mogherini sottolineando l’importanza della collaborazione dell’Ue con la Nato. “La natura delle nostre organizzazioni è diversa” ha detto la responsabile della Politica estera dell’Ue tracciando un confronto tra Nato e Ue “ma condividiamo gli stessi valori”. E anche se la risposta alla crisi non deve essere “necessariamente un approccio militare“, quest’ultimo “aspetto non va escluso dal lavoro” dei 28. Sulla stessa lunghezza d’onda, Jens Stoltenberg: “A est è presente una Russia che ha utilizzato la forza per mutare i confini e intimidire i paesi vicini”, ha detto il segretario generale della Nato, “mentre a sud l’estremismo violento ha raggiunto livelli inediti nei tempi moderni”.
La Nato si muove anche, e soprattutto, a sostegno dei paesi del Nord come Finlandia e Svezia, quelli maggiormente coinvolti dalla politica militarmente sfrontata di Putin. Tra Helsinki e Mosca c’è stata più di una tensione negli scorsi giorni, e anche i paesi baltici continuano a lamentare invasioni di campo non autorizzate di mezzi russi. “Abbiamo deciso di intensificare la nostra presenza nella zona scandinava e del Baltico”, ha affermato Stoltemberg, annunciando una collaborazione con le istituzioni dei paesi del Nord Europa e del fronte orientale dell’Europa per far fronte alla questione russa.

