Roma è sicuramente una delle metropolitane italiane più difficili da gestire, figuriamoci da “sorvegliare”. Migliaia di turisti che la visitano ogni giorno, le centinaia di pendolari che dalla provincia si spostano per lavorare o per studiare e la movida, spesso spericolata, che anima i suoi quartieri non rendono le cose facili e fanno della sicurezza una questione prioritaria nell’agenda amministrativa giornaliera, soprattutto dopo il tramonto. Dicono sia New York la “città che non dorme mai”, ma anche la Capitale non scherza affatto. Per questo il Campidoglio aveva introdotto, nei mesi scorsi, il Piano Roma Notte e i cosiddetti “tutor della notte”, nella speranza di rendere più sicura e più vivibile la realtà capitolina, ed è proprio per le stesse ragioni che la strategia andrà incontro ad un potenziamento.
Il Comune ha infatti pubblicato un nuovo avviso, questa volta per gli enti del Terzo Settore, poiché sarebbe alla ricerca di nuovi tutor “rappresentativi o collegati alle comunità straniere”, con l’obiettivo di garantire una maggior integrazione ed efficienza del servizio.
Più tutor, più mediazione e più tutele per tutti

Nelle ultime settimane, in effetti, gli ennesimi atti di violenza e aggressione avevano riportato l’attenzione sul funzionamento delle misure attuate. Basti pensare alla rapina ai danni di una famiglia canadese a Trastevere o all’istituzione di una zona rossa nei pressi del Colosseo fino al 24 dicembre, già sotto stretta osservazione in seguito agli eventi della “notte dei maranza”. Episodi che, pur in un quadro ancora da valutare, hanno comunque visto una tempestiva reazione delle forze dell’ordine e un rafforzamento dei controlli.
Ciò che l’amministrazione vuole fare ora non è ripensare un sistema appena avviato, ma integrarlo secondo quelle che erano le intenzioni iniziali del progetto. In principio, si prevedeva il raggiungimento di 150 operatori distribuiti in circa 50 aree del territorio cittadino in squadre da tre, attivi dal giovedì al sabato, per informare, assistere, favorire la mediazione, incoraggiare comportamenti responsabili e segnalare eventuali situazioni critiche alle autorità competenti. Un numero che, adesso, potrebbe aumentare. Del resto, sono molti gli stranieri presenti a Roma, sia residenti sia di passaggio, e fra questi potrebbero essercene parecchi che non conoscono la città e che potrebbero rivelarsi non in grado di chiedere aiuto qualora ne avessero bisogno. Da qui, l’esigenza di figure che siano capaci di comunicare con chi potrebbe ritrovarsi in situazioni del genere e fornire così una migliore assistenza. Al momento, però, non è ancora noto quanti ne verranno introdotti né quando. Le proposte all’avviso potranno essere presentate fino al prossimo 17 settembre e, successivamente, una commissione le valuterà e procederà alla selezione. Quel che è certo è che la notte romana continuerà ad essere un banco di prova tanto per chi la vive quanto per chi è chiamato a presidiarla.
(L’immagine di copertina è stata realizzata attraverso un software di IA generativa)


