Il Festival di Stefano De Martino mette un argine all’intelligenza artificiale: testi e musiche dovranno conservare una matrice umana. Autotune salvo, voto anche su RaiPlay e una serata speciale per scegliere chi andrà all’Eurovision
A Sanremo 2027 ChatGPT potrà forse suggerire dove cenare dopo il Festival, ma dovrà tenere le mani lontane dalle canzoni. L’avevamo già anticipato come redazione romana di Affaritaliani questa estate: il nuovo regolamento della kermesse introduce infatti un principio destinato a far discutere: testi e musiche in gara dovranno essere frutto della creatività umana. L’intelligenza artificiale non potrà sostituire, alterare o snaturare il lavoro di autori e artisti. Una piccola rivoluzione – visti i tempi – o forse un ritorno all’antico, proprio mentre mezzo mondo discute se la prossima hit verrà composta davanti a un pianoforte o digitando un prompt.
Sanremo mette l’IA alla porta
Rai e Direzione artistica potranno effettuare controlli sull’impiego di sistemi generativi. Ed è qui che la faccenda si complica: stabilire dove finisca l’aiuto tecnologico e cominci la creazione artificiale non sarà esattamente semplice. Un software può correggere, suggerire, elaborare. Ma quando diventa autore?
Il Festival prova comunque a tracciare il confine: la macchina può assistere, non sostituire l’uomo. Paradossalmente resta invece l’Autotune, che Stefano De Martino non intende mettere al bando, anche per non trasformare rap e trap in specie protette.
Ventiquattro artisti e voto su RaiPlay
Il 77esimo Festival, in programma dal 16 al 20 febbraio 2027, porterà all’Ariston 24 artisti. Tutti si esibiranno durante le cinque serate, mentre il giovedì resterà dedicato alle cover. Debutta anche il voto online su RaiPlay, accanto alle tradizionali giurie. Il venerdì arriverà poi la nuova “Serata Performance”, nella quale verrà scelto l’artista destinato a rappresentare l’Italia all’Eurovision: vincere Sanremo, dunque, non garantirà più automaticamente il biglietto europeo.
Sugli ospiti tutto ancora incerto
Sul fronte dei nomi, il neo direttore artistico predica prudenza. De Martino non vuole alimentare aspettative premature e invita a considerare con cautela le indiscrezioni che stanno circolando attorno al Festival. L’idea è quella di costruire un Sanremo nel quale siano soprattutto i concorrenti italiani a occupare il centro della scena, lasciando agli eventuali ospiti internazionali il ruolo di arricchire lo spettacolo senza trasformarlo in una passerella parallela.
Tra le suggestioni già finite sul tavolo c’è anche quella di un possibile ritorno dei Måneskin insieme sul palco, ipotesi che inevitabilmente accende la curiosità ma sulla quale, per ora, preferisce non sbilanciarsi. E la stessa cautela vale per co-conduttori, comici e presenze speciali: il cantiere dell’Ariston è appena stato aperto e, almeno per il momento, molte caselle restano ancora vuote.
L’unica cosa certa è che sarà un Festival ibridamente curioso: più digitale nel voto, più internazionale nella struttura, ma decisamente conservatore quando si tratta di scrivere una canzone.
Concludendo… Sanremo dice no all’AI nelle canzoni. Noi, per raccontarlo, l’abbiamo usata per l’immagine. Anche le rivoluzioni, del resto, hanno le loro piccole contraddizioni.

