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Trastevere, aggressione notturna ad una famiglia di turisti: i controlli ci sono… ma la prevenzione?!?

Tre giovani arrestati dopo la rapina sul Lungotevere Aventino con la refurtiva recuperata in pochi minuti, ma l’episodio testimonia un fenomeno che continua a ripetersi, proprio mentre il quartiere è tra le zone interessate dalla sorveglianza rafforzata

Trastevere, aggressione notturna ad una famiglia di turisti: i controlli ci sono… ma la prevenzione?!?

Dall’introduzione del nuovo piano voluto dall’amministrazione capitolina per rendere le strade e le aree della movida dei luoghi più sicuri, Roma ha conosciuto un incremento di pattuglie, presidi, illuminazione e servizi nelle aree più a rischio, inclusa l’introduzione dei cosiddetti “tutor della notte”. Eppure, per quanto tempestivi si siano rivelati i controlli e gli interventi, gli episodi di violenza e i disordini nelle zone maggiormente sorvegliate continuano puntualmente a verificarsi. A Trastevere, ad esempio, già finita nel mirino delle autorità soprattutto in seguito alla sparatoria che vide coinvolti, a luglio, un 33enne romano e un dipendente di uno dei locali del quartiere, nella notte tra lunedì 24 e martedì 25 agosto si è consumata l’ennesima aggressione.

A farne le spese una famiglia di turisti canadesi che, intorno all’1.50 di notte, è stata aggredita alle spalle da un gruppo di ragazzi. Quest’ultimi hanno colto di sorpresa madre, padre e i due figli mentre si trovavano sul Lungotevere Aventino, bloccandoli con la forza e derubandoli di un cellulare, due collane e un bracciale. Fortunatamente, i quattro non hanno riportato ferite, ma per una città che vive di turismo e che da settimane parla di sicurezza notturna, forse non è il risultato che ci si aspetterebbe.  

La macchina degli interventi funziona, ma il fenomeno dilaga

Trastevere, aggressione notturna ad una famiglia di turisti: i controlli ci sono… ma la prevenzione?!?
Sorvegliare è importante, ma bisognerebbe puntare maggiormente anche sulla prevenzione

Ad ogni modo, i malcapitati sono riusciti a lanciare l’allarme, fornendo una ricostruzione precisa di quanto accaduto e permettendo ai Carabinieri, nel giro di pochi minuti, di intercettare i responsabili, riconosciuti dalle vittime, e di restituire la refurtiva ai legittimi proprietari. I tre sono stati individuati dalla pattuglia della Compagnia Roma Piazza Venezia e sono stati arrestati. Si tratta di tre cittadini tunisini di 21, 24 e 25 anni già noti alle forze dell’ordine, ma all’appello mancherebbe un quarto complice, che sarebbe riuscito a fuggire.

Insomma, dal punto di vista dell’intervento successivo al reato, non si può di certo rimproverare qualcosa ai militari, ma perché nella Capitale il fenomeno non smette di ripresentarsi? Dov’erano i tutor quando i quattro sono stati accerchiati sul Lungotevere? Perché nessuno è riuscito ad intercettare una situazione che stava per degenerare prima che questa si complicasse? In fondo, la stretta effettivamente c’è, gli arresti e le pattuglie pure. Soltanto poche settimane fa, ad esempio, i Carabinieri avevano intensificato i servizi anti-rapina nelle zone centrali frequentate da giovani e turisti, con diversi arresti e fermi nelle aree del Pantheon, Largo Arenula e del Tridente, per citarne alcune. Chissà, probabilmente il problema non è nel numero di controlli, che innegabilmente ci sono, ma nella maniera in cui vengono distribuiti per permettere loro di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.