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Nato, via ai test europei per la forza di “reazione rapida”

Nato, via ai test europei per la forza di “reazione rapida”
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La Russia di Putin a Est, il terrorismo a Sud. I pericoli per l’Europa si moltiplicano. In risposta la Nato ha creato una nuova forza capace di dispiegarsi entro 48 ore. Primi test in Olanda e Repubblica Ceca. A giugno 25 mila soldati in Italia

La Russia espansionista di Putin a Est, il terrorismo a Sud (e non solo). La frontiera europea ultimamente non è delle più tranquille. Per questo la Nato ha creato una nuova forza capace di dispiegarsi ed entrare in azione entro 48 ore. Primi test con soldati olandesi e cechi. A giugno 25 mila forze completeranno la preparazione in Italia. 

I test della nuova “Very High Readiness Joint Task Force” sono già cominciati. “Circa 150 soldati del 43° battaglione aereo dell’esercito ceco si sono addestrati per essere pronti ad essere dispiegati in 48 ore”, ha annunciato il Maj. Gen. Jiri Baloun. 900 soldati tedeschi e 200 soldati olandesi hanno fatto lo stesso.

Un cambiamento epocale se si pensa che i tempi standard precedenti della Nato erano tra i 10 e gli i 80 giorni, Le unità saranno spostate per ulteriori test in Polonia a giugno mentre circa 25.000 truppe Nato completeranno l’addestramento della nuova forza in Italia con un ulteriore step in Portogallo e Spagna in ottobre e novembre.

Nella Repubblica Ceca e nei Paesi Bassi, truppe ed equipaggiamenti sono stati assemblati rapidamente in aeroporti e stazioni ferroviarie, come se fossero in procinto di partire. “I pianificatori militari della Nato hanno lavorato instancabilmente per migliorare la Forza di risposta e attuare la Very High Readiness Joint Task Force, e oggi il nostro progresso si manifesta nelle rapide implementazioni che vediamo accadere in diversi luoghi dell’Alleanza,” ha detto il Generale Philip Breedlove, Comandante delle Forze Nato in Europa. “Queste misure sono difensive, ma sono una chiara indicazione che la nostra Alleanza ha la capacità e la volontà di rispondere alle emergenti sfide alla sicurezza sui nostri confini meridionali e orientali”.

La creazione della nuova forza, decisa nel recente vertice in Galles, prende le mosse dalla crisi in Ucraina e dalla sempre più audace sfida della Russia di Putin a Est, nonché dalle minacce dell’Isis non solo dal Medio Oriente ma anche dal Maghreb e dal Nord Africa. Ma a segnalare il fatto che il confine più a rischio è quello a Est c’è anche il fatto che apriranno sei nuovi centri di comando in paesi non lontani dalla Russia come Polonia, Romania e soprattutto i tre paesi baltici (Lituania, Lettonia ed Estonia).