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Ogm, in arrivo la riforma Ue sull’import. Delusi ambientalisti e industria biotech

Dopo il regolamento per la coltivazione degli Ogm, è in arrivo dall’Ue il nuovo quadro giuridico per l’autorizzazione all’import. L’ultima parola spetterà ancora agli Stati membri. Ma l’approccio di Bruxelles delude ambientalisti e industria biotech

L’ultima parola spetterà agli Stati membri. Un ritornello già sentito in occasione del regolamento per la coltivazione degli Ogm, approvato poco più di un mese fa, e che ora è pronto a ritornare anche nel nuovo quadro giuridico per l’autorizzazione a importare gli organismi geneticamente modificati.

L’Ue sta infatti preparando una riforma sul tema che verrà presentata entro il prossimo 22 aprile dalla Commissione europea. E, dai rumors, pare proprio che la soluzione sarà ancora una volta quella di lasciare l’ultima parola ai singoli Stati. Una scelta che non piace a parecchi, visto che Jean Claude Juncker, all’inizio del suo mandato come presidente dell’Esecutivo Ue, aveva promesso una vera e propria riforma del sistema di autorizzazione che avrebbe superato l’attuale normativa in base alla quale, in assenza di una maggioranza qualificata a favore o contro una richiesta di autorizzazione, la decisione spetta alla Commissione. Secondo quanto appreso da EurActiv Francia, la Commissione starebbe pensando di lasciare ai 28 anche l’ultima parola circa l’autorizzazione all’importazione in Europa di cibi e mangimi transgenici. 

Gli ambientalisti, ça va sans dire, sono sul piede di guerra. Organizzazioni come Greenpeace, Friends of the Earth Europe e Slow Food sono fortemente contrario a questo approccio europeo. Gli ambientalisti speravano in una reale riforma procedurale che superasse la nazionalizzazione delle scelte in materia di transgenico. Le Ong sono scettiche anche su un altro punto della riforma. Sostengono infatti non sia chiaro come le esenzioni possano interferire con le regole sulla libera circolazione dei beni nel mercato interno e con gli accordi commerciali internazionali. Anche tra i deputati c’è parecchio malcontento. Gli eurodeputati Verdi non condividono per niente il fatto che la Commissione scelga di lasciare una materia così delicata nelle mani dei negoziati tra singoli paesi e multinazionali del biotech.

Ma a essere delusi sono anche gli operatori dell’industria biotechIl segretario generale dell’organizzazione europea degli agricoltori e delle cooperative agricole (Copa-Cogeca) Pekka Pesonen, come riporta EurActiv, ha messo in guardia la Commissione circa l’impatto economico e sociale di una proposta che, a suo avviso, comprometterebbe il mercato interno dei prodotti alimentari e dei mangimi, con gravi distorsioni della concorrenza per tutti gli attori della catena agroalimentare europea. Esiste poi il timore che i limiti all’importazione in alcuni Paesi possano causare problemi logistici e soprattutto costi eccessivi per le imprese. 

Insieme alla riforma, la Commissione dovrà anche stabilire o meno l’ingresso di nuove varietà Ogm. Tra queste anche il controverso mais 1507 della Pioneer, bocciato nel 2014 dal Parlamento europeo con la motivazione che era geneticamente manipolato per produrre una tossina letale per insetti come farfalle e falene. Al momento del voto già eseguito nel 2014 era mancata la maggioranza qualificata per bocciare l’ingresso ma la Commissione aveva deciso comunque di sospendere l’autorizzazione e rimandare a un nuovo voto modificando nel frattempo le norme sulla coltivazione. Insomma, comunque vada a finire ci saranno polemiche e, probabilmente, una coda legale.