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Affari Europei
Panzeri: “L’Europa congeli i beni dei dirigenti ucraini e dialoghi con Putin”

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Onorevole Panzeri, i morti a Kiev sono saliti a cento. La situazione è sempre più drammatica. Quali iniziative deve mettere in campo l'Europa?
"In Ucraina c'è il rischio concreto che si arrivi alla guerra civile. Spero che la drammaticità dei fatti porti tutti a riflettere sulla necessità di una via d'uscita pacifica. L'auspicio è che gli incontri tra il presidente ucraino e l'Alto rappresentante per la politica estera comunitaria Catherine Ashton convincano Yanukovich che non può assolutamente mandare i carri armati contro i manifestanti. Si deve arrivare ad una tregua".

In quale modo?
"Quando si arriva ad una condizione del gene, se vogliamo evitare che la situazione degradi fino all'inverosimile, è assolutamente necessario che si trovi un accordo sia per quanto riguarda l'aspetto umanitario che quello politico".

Quali generi di sanzioni l'Europa dovrebbe adottare nei confronti dell'Ucraina?
 "L'Europa deve fare una operazione mirata che colpisca le autorità ucraine, senza affamare la popolazione. Congelare i beni  della classe dirigente che ha portato a questa situazione potrebbe essere una buona idea".

Secondo lei questa situazione è stata causata dal tentativo dell'Unione europea di estendere la sua influenza sulle repubbliche ex sovietiche?
"Nessuno ha mai chiesto all'Ucraina di entrare in Europa. Noi volevamo fare un accordo di libero scambio ed è sulla base di questo accordo che si sono innescate le controffensive russe. L'Ucraina è un punto oggettivo di equilibrio, l'Europa deve tenere conto di questo equilibrio, ma non possiamo stare fermi se i diritti delle persone vengono calpestati e se il governo usa la violenza per reprimere il dissenso e le manifestazioni".

L'Europa e il 'blocco russo'  sono destinati a scontrarsi?
"L'Unione sovietica non c'è più dal 1989. La Russia deve costruire delle buone politiche di vicinato con le ex Repubbliche sovietiche, senza lacerare l'Ucraina. Se Putin ha in testa di ricostruire il vecchio impero dobbiamo fargli capire che si sbaglia".

La dipendenza europea dall'energia russa come influisce sui rapporti tra Bruxelles e Mosca?
"In diverse occasioni la Russia ha chiuso i rubinetti del gas creando grossi problemi in Ucraina e di riflesso in Europa. Il problema non è quello di sostituire la fornitura di gas russo con quello dell'Algeria. Ma è quello di trovare anche dal punto di vista energetico una convivenza pacifica. E' nel Dna del processo di integrazione europeo quello di aver costruito un contesto di pace che non possiamo mettere in discussione creando situazioni di guerre energetiche che poi sfociano in guerre vere".

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