L’autunno 2026 ha una probabilità elevata di risultare più caldo della media in Italia, mentre sulle precipitazioni le indicazioni sono meno nette. I modelli stagionali mostrano una maggiore possibilità di piogge abbondanti nell’area mediterranea, soprattutto tra ottobre e novembre, ma non permettono di prevedere un autunno piovoso in modo uniforme su tutto il Paese. Qui le previsioni meteo di oggi 23 settembre 2026.
Le proiezioni elaborate da ARPA Piemonte sulla base del sistema europeo Copernicus C3S indicano anomalie termiche positive durante il trimestre settembre-novembre e una tendenza verso precipitazioni superiori alla norma in diverse aree. Il CNR invita però a non trasformare questa indicazione in una previsione certa sulla quantità o sulla frequenza delle piogge.
Meteo autunno 2026: temperature sopra la media anche a ottobre e novembre
Le mappe stagionali C3S utilizzate da ARPA Piemonte combinano diversi modelli internazionali, tra cui ECMWF, Meteo-France, CMCC, Met Office britannico e NCEP americano.
Per settembre nessuno dei modelli analizzati indica condizioni più fredde della media. Le proiezioni si dividono soprattutto tra un mese caldo e uno molto caldo sull’Europa centro-meridionale.
A ottobre il segnale positivo diminuisce leggermente sul Mediterraneo, ma oltre tre quarti dei modelli considerati da ARPA Piemonte continuano a indicare temperature superiori alla climatologia. A novembre l’anomalia potrebbe tornare ad aumentare, con più della metà delle proiezioni orientate verso valori molto sopra la media.
Leggi anche: Meteo autunno 2026, caldo sopra la media e piogge forti: quali sono le zone più a rischio
Anche il Consorzio LaMMA prevede sull’Italia temperature superiori alla norma a settembre e ottobre e ancora leggermente superiori a novembre.
Questo non significa che ogni giornata sarà calda. Una media stagionale elevata può comprendere fasi fredde, perturbazioni e bruschi cali termici intervallati da periodi più miti.
Meteo autunno 2026, sarà anche più piovoso? Qui le certezze diminuiscono
Sul fronte delle precipitazioni i modelli mostrano un’indicazione verso una maggiore instabilità mediterranea, ma con un’affidabilità inferiore.
ARPA Piemonte segnala un trimestre con possibilità di precipitazioni abbondanti, soprattutto nella seconda parte della stagione. A ottobre una pressione mediamente più bassa sull’Europa meridionale potrebbe favorire l’ingresso delle perturbazioni atlantiche verso l’Italia.
Il CNR utilizza però maggiore cautela. L’aggiornamento Copernicus per settembre-novembre mostra precipitazioni più probabili nei settori meridionali e occidentali europei, ma Francesco Meneguzzo del LaMMA-CNR sottolinea che non è possibile formulare una previsione affidabile di “autunno piovoso” né stabilire oggi quantità, frequenza e distribuzione delle precipitazioni.
A rendere particolare questa stagione contribuisce anche il Mediterraneo molto caldo dopo l’estate. Una temperatura elevata del mare aumenta l’energia e l’umidità disponibili nell’atmosfera, ma non genera automaticamente nubifragi. Per avere precipitazioni intense servono condizioni atmosferiche favorevoli, dalla disposizione delle correnti alla presenza di instabilità.
La previsione più solida riguarda quindi il caldo superiore alla norma. Per le piogge esiste un segnale verso valori più elevati in parte dell’Italia e del Mediterraneo, soprattutto tra ottobre e novembre, ma non abbastanza preciso da dire che pioverà più del normale in ogni regione.


