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Meteo autunno 2026, caldo sopra la media e piogge forti: quali sono le zone più a rischio

Le proiezioni Copernicus vedono temperature sopra media e più piogge sull’Europa meridionale. In Italia attenzione al Mediterraneo

Meteo autunno 2026, caldo sopra la media e piogge forti: quali sono le zone più a rischio
Donna sotto la pioggia

L’autunno 2026 ha una probabilità elevata di risultare più caldo della norma in gran parte dell’Italia e dell’Europa. Le proiezioni stagionali indicano anche un aumento della probabilità di precipitazioni superiori alla media sull’Europa meridionale e occidentale, ma non permettono di prevedere oggi dove e quando si verificheranno singoli nubifragi.

Per l’Italia, settembre vede maggiore esposizione alle precipitazioni al Centro-Sud e sulle Isole. Tra ottobre e novembre aumentano invece le possibilità di fasi perturbate anche al Centro-Nord e sui settori occidentali.

Autunno 2026 meteo: più caldo della media in quasi tutta Italia

L’aggiornamento di agosto del Copernicus Climate Change Service indica per il trimestre autunnale una probabilità superiore alla norma di temperature elevate in quasi tutto il continente europeo.

Il segnale è particolarmente marcato su Europa occidentale, centrale e meridionale. Soltanto le aree più orientali e settentrionali mostrano una probabilità meno netta di anomalie molto elevate.

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Le elaborazioni stagionali basate sul modello ECMWF indicano per l’Italia anomalie positive diffuse anche durante ottobre e novembre. Le stime puntuali vanno però trattate come una tendenza climatica e non come una previsione delle temperature di una determinata giornata.

L’Aeronautica Militare conferma almeno per la parte finale di settembre temperature generalmente sopra la climatologia su tutto il Paese. Tra il 21 e il 27 settembre l’anomalia dovrebbe essere meno marcata su Nord-Est e Appennino centrale, mentre anche nella settimana successiva i valori sono indicati prevalentemente sopra la norma.

Autunno 2026 meteo: piogge più abbondanti, ecco le aree a rischio

Sul versante delle precipitazioni l’incertezza è maggiore. Copernicus vede per l’autunno un segnale verso condizioni più umide della media sull’Europa meridionale e occidentale. Lo stesso servizio precisa che l’affidabilità delle proiezioni sulle piogge europee è inferiore rispetto a quella delle temperature.

Le elaborazioni ECMWF riportate da iLMeteo indicano per settembre un possibile surplus di precipitazioni soprattutto al Centro-Sud, mentre nei mesi successivi la maggiore anomalia positiva potrebbe spostarsi verso il Nord.

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ARPA Piemonte, utilizzando un insieme di nove modelli stagionali tra cui ECMWF, Meteo-France, CMCC e Met Office, descrive il trimestre settembre-novembre come caratterizzato da precipitazioni complessivamente abbondanti. Settembre e ottobre mostrano una maggiore probabilità di pioggia sull’area mediterranea; a novembre il surplus si sposta maggiormente verso l’Europa centrale.

Per il Piemonte la previsione resta più incerta perché la regione potrebbe trovarsi ai margini del flusso perturbato atlantico.

Autunno 2026 meteo: Mediterraneo caldo e temporali, cosa sappiamo davvero

Le temperature elevate del Mediterraneo aumentano la quantità di energia e umidità che l’atmosfera può utilizzare durante una perturbazione.

Il Cnr ha però invitato a non trasformare questo dato in una previsione automatica di eventi estremi. Un mare più caldo può amplificare una perturbazione, ma da solo non genera temporali intensi, alluvioni o nubifragi. Servono condizioni atmosferiche precise, tra cui instabilità, convergenza dei venti, sollevamento dell’aria e interazione con i rilievi.

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Lo stesso Cnr sottolinea che le proiezioni stagionali non consentono di stabilire oggi quantità, frequenza e distribuzione delle piogge né di localizzare gli eventuali fenomeni estremi.

L’indicazione più solida per l’autunno resta dunque quella termica. Settembre, ottobre e novembre hanno maggiori probabilità di risultare più caldi della media. Sulle precipitazioni emerge una maggiore predisposizione a fasi piovose sul Mediterraneo e sull’Europa occidentale, con il Centro-Sud più esposto nella prima parte della stagione e una possibile maggiore attività perturbata al Nord nei mesi successivi.

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