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Scuola, studenti mai così male nei test Pisa: cosa non funziona

Nell’Ocse matematica e lettura toccano i minimi storici. L’Italia regge meglio, ma resta il calo in matematica e pochi eccellono

Scuola, studenti mai così male nei test Pisa: cosa non funziona
studenti liceo

Le competenze degli studenti quindicenni nei Paesi Ocse hanno raggiunto i livelli medi più bassi mai registrati in matematica e lettura. Un ragazzo su cinque è ora sotto la soglia minima contemporaneamente in scienze, matematica e comprensione del testo, contro il 16% rilevato nel 2022.

L’Italia resiste meglio della media internazionale. I risultati del 2025 sono sostanzialmente stabili rispetto al 2022, ma la matematica resta nettamente sotto i livelli precedenti al 2018 e diminuisce la quota di studenti capaci di raggiungere le fasce più alte.

Rapporto Pisa studenti: cosa dicono i nuovi test

Il nuovo rapporto dell’Ocse, pubblicato l’8 settembre, fotografa un arretramento che riguarda gran parte dei sistemi scolastici avanzati.

Tra il 2015 e il 2025 il punteggio medio Ocse in lettura è diminuito di 28 punti, una perdita che l’organizzazione paragona a circa un anno e mezzo di apprendimento. In matematica la riduzione è di 22 punti, poco più di un anno di scuola.

La rilevazione ha coinvolto 760 mila quindicenni di 91 Paesi ed economie, rappresentativi di circa 33 milioni di studenti.

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L’Italia non registra lo stesso crollo nell’ultimo triennio. Gli studenti nel nostro Paese ottengono 483 punti in scienze, contro 482 della media Ocse. In matematica raggiungono 468 punti, rispetto ai 463 Ocse, mentre in lettura arrivano a 474 contro 461.

Il confronto temporale ridimensiona però la lettura positiva. L’Ocse rileva perdite significative in matematica dopo il 2018. Rispetto al 2015, la quota di studenti italiani sotto il livello minimo di competenza matematica è aumentata di otto punti percentuali.

Rapporto Pisa studenti: in pochi in Italia raggiungono i livelli più alti

Il problema non riguarda soltanto chi rimane indietro. In Italia il 69% degli studenti raggiunge almeno il livello 2 in matematica, contro il 65% della media Ocse. Solo il 7%, però, raggiunge i livelli 5 o 6, quelli associati alla capacità di affrontare situazioni matematiche complesse. La media Ocse è dell’8%.

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Nelle scienze il 78% raggiunge almeno la competenza di base, ma appena il 4% rientra tra i migliori, contro il 7% Ocse. La stessa percentuale, il 4%, riguarda gli studenti italiani ai livelli più elevati in lettura. La media Ocse è del 6%.

Resta anche la distanza legata alla condizione familiare. In scienze gli studenti italiani appartenenti al 25% socioeconomicamente più avvantaggiato ottengono in media 80 punti in più rispetto al quarto più svantaggiato.

Rapporto Pisa studenti: smartphone, assenze e studio. Cosa indica l’Ocse

Il rapporto non attribuisce il calo a una sola causa. La pandemia ha inciso sui risultati degli anni precedenti, ma l’Ocse sottolinea che il deterioramento delle competenze era iniziato in numerosi Paesi già prima del Covid.

Tra i fattori analizzati nel nuovo rapporto c’è anche l’uso dei dispositivi digitali. Più di uno studente Ocse su quattro dichiara che i compagni vengono distratti da smartphone e altri dispositivi durante la maggior parte o tutte le lezioni di scienze. Gli studenti tendono a ottenere risultati peggiori quando l’uso della tecnologia diventa eccessivo o viene destinato all’intrattenimento durante l’orario scolastico.

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Il segretario generale dell’Ocse Mathias Cormann indica tra le risposte possibili programmi meno dispersivi, maggiori investimenti sugli insegnanti, coinvolgimento delle famiglie e interventi mirati sulle scuole e sugli studenti con maggiori difficoltà.

Per l’Italia il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha parlato di risultati “solidi”, sottolineando il posizionamento sopra la media Ocse. Il confronto internazionale resta favorevole rispetto ad alcuni grandi Paesi europei. La serie storica, soprattutto in matematica, mostra però che recuperare i livelli precedenti al 2018 resta ancora lontano.

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