Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Scuola, mai così male. Gli studenti leggono e contano sempre peggio. Ma l’Italia si salva

Scuola, mai così male. Gli studenti leggono e contano sempre peggio. Ma l’Italia si salva

Tra le possibili cause, l’Ocse indica il crescente utilizzo degli schermi. L’allarme

Scuola, mai così male. Gli studenti leggono e contano sempre peggio. Ma l’Italia si salva

Scuola, mai così male. Ma l’Italia si salva

Gli studenti dei Paesi valutati dal rapporto Pisa hanno registrato “il livello medio di rendimento piu’ basso mai osservato”, con un deterioramento particolarmente marcato nella lettura e nella matematica. E’ quanto emerge dalla nuova edizione dello studio dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha valutato circa 760 mila studenti di 15 anni in 91 Paesi e territori.

“I risultati nelle scienze rimangono approssimativamente stabili, ma c’e’ un calo di oltre 20 punti nella lettura e nella matematica”, ha spiegato Eric Charbonnier, esperto di istruzione dell’Ocse. Secondo l’organizzazione, una variazione di 20 punti equivale approssimativamente a un anno di scolarizzazione.

Tra il 2015 e il 2025, nei Paesi Ocse i punteggi nelle scienze sono diminuiti in media di sette punti. In matematica la flessione raggiunge invece i 22 punti, contro gli otto registrati nel resto dei sistemi educativi esaminati. Ancora piu’ marcato il deterioramento nella lettura: nell’ultimo decennio i risultati sono scesi di 28 punti nei Paesi Ocse e di 16 negli altri Paesi partecipanti.

Una tendenza definita “particolarmente preoccupante” dall’organizzazione, perche’ la capacita’ di leggere e comprendere rappresenta la base di gran parte dell’apprendimento scolastico, dal risolvere un problema di algebra all’analizzare una fonte storica o interpretare un esperimento scientifico.

Tra le possibili cause, l’Ocse indica il crescente utilizzo degli schermi, la perdita di interesse dei giovani per la lettura e i cambiamenti nel rapporto degli studenti con la scuola dopo la pandemia di Covid-19. Il rapporto ha analizzato anche l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle aule, rilevando che un utilizzo piu’ intenso di questi strumenti e’ generalmente associato a risultati peggiori nelle scienze. Allo stesso tempo, pero’, alcuni dei sistemi scolastici con le migliori prestazioni, come Singapore e Macao, figurano tra quelli in cui gli studenti dichiarano di utilizzare piu’ frequentemente l’IA.

A dominare ancora una volta la classifica e’ l’Asia. Le regioni cinesi di Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang occupano i primi posti nelle scienze e nella matematica, mentre Singapore guida la classifica della lettura. Tra i migliori risultati figurano anche Macao, Taiwan, Giappone e Corea del Sud. In Europa, Estonia, Regno Unito, Finlandia e Irlanda si collocano al di sopra della media Ocse, cosi’ come Canada e Nuova Zelanda fuori dal continente. “Il quadro generale e’ cupo”, riconosce l’Ocse, sottolineando tuttavia che i progressi registrati da alcuni sistemi educativi dimostrano che invertire la tendenza resta possibile.

La scuola italiana e’ in ripresa e scala diverse posizioni nell’ultimo rapporto Ocse Pisa. I dati evidenziano una situazione di solidita’ per il sistema di istruzione dell’Italia che supera significativamente per la prima volta la media Ocse in comprensione dei testi scritti (lettura) e la supera pure in matematica come anche in scienze, dove le competenze migliorano rispetto ai dati del 2022. In scienze, ambito principale di Pisa 2025, gli studenti italiani raggiungono 483 punti, con la media Ocse pari a 482. Di particolare importanza il risultato dell’Italia in lettura: gli studenti italiani raggiungono i 474 punti, rispetto ai 461 della media Ocse.

“Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale”, commenta il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, “il punteggio medio italiano e’ superiore a quello della Finlandia, sistema che ha rappresentato a lungo uno dei principali riferimenti internazionali in questo ambito”. “In matematica raggiungiamo risultati migliori di Francia, Germania, Usa e Svezia”, ha aggiunto Valditara, “il punteggio italiano e’ pari a 468 punti, a fronte di una media Ocse di 463″.

Anche la quota di studenti che ottiene almeno il livello di base e’ leggermente superiore a quella Ocse. La rilevazione attesta pure la riduzione dei divari fra Nord e Sud del Paese. “Si confermano i segnali positivi gia’ emersi nella ultima rilevazione Invalsi”, sottolinea il ministro, “la scuola italiana si e’ mostrata un sistema solido. In un contesto complesso, che ha visto arretrare in modo preoccupante diversi Paesi, il nostro sistema scolastico ha saputo lavorare sulle criticita’, riuscendo peraltro a ridurre i divari storici tra Nord e Sud. Diventiamo un riferimento internazionale importante, lasciandoci alle spalle vecchi pregiudizi. Continueremo lungo la strada tracciata per potenziare le misure a supporto dei docenti e degli studenti”, ha concluso Valditara.