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Temporali estivi: ecco perché sono sempre più intensi in Italia

Aria e mari più caldi aumentano l’umidità disponibile. Perché in Italia crescono i rischi di nubifragi e grandine

Temporali estivi: ecco perché sono sempre più intensi in Italia

Il riscaldamento dell’aria e del Mediterraneo aumenta l’energia e l’umidità disponibili per i temporali. Non significa che pioverà più spesso ovunque, ma cresce la possibilità di precipitazioni concentrate e violente quando si creano le condizioni favorevoli.

Temporali estivi: il Mediterraneo più caldo alimenta le perturbazioni

Nubifragi, grandinate e raffiche distruttive sono sempre esistiti in Italia. Il cambiamento climatico non crea questi fenomeni, ma modifica l’ambiente nel quale si sviluppano.

Temperature più alte aumentano l’evaporazione da mari, laghi, suoli e vegetazione. Quando una massa d’aria instabile riesce a sollevarsi, può utilizzare una quantità maggiore di umidità e liberare più energia durante la formazione delle nubi.

Copernicus segnala che in Europa gli episodi estremi di pioggia di breve durata sono diventati più frequenti e intensi. L’aumento del vapore acqueo disponibile in un’atmosfera più calda contribuisce al rischio di precipitazioni molto concentrate.

L’Italia si trova al centro di un mare relativamente piccolo, chiuso e capace di riscaldarsi rapidamente. In estate e all’inizio dell’autunno, temperature marine elevate possono fornire calore e umidità alle masse d’aria che attraversano il bacino.

Il mare caldo non basta a provocare un temporale. Occorrono instabilità, correnti favorevoli e un meccanismo di sollevamento. Quando questi elementi coincidono, l’umidità marina può rafforzare le precipitazioni.

Copernicus collega le alte temperature superficiali del Mediterraneo a tempeste più intense e piogge estreme. Durante alcuni recenti eventi europei, il calore del mare ha probabilmente fornito energia e vapore aggiuntivi alle perturbazioni.

Le Alpi e gli Appennini possono accentuare il sollevamento dell’aria. Le pianure molto calde accumulano energia durante il giorno, mentre le coste ricevono umidità attraverso le brezze marine. Il risultato può essere la formazione rapida di celle temporalesche.

Temporali estivi: meno giorni di pioggia non significa meno rischio

Il cambiamento climatico può produrre periodi asciutti più lunghi alternati a precipitazioni più intense. Una riduzione della pioggia media estiva non esclude quindi nubifragi più violenti.

Le simulazioni climatiche per l’Italia indicano modifiche nel regime delle precipitazioni e un aumento del rischio associato agli eventi estremi. Le proiezioni devono essere lette su periodi lunghi e non permettono di prevedere il singolo temporale.

Una parte delle differenze osservate da un anno all’altro dipende dalla naturale variabilità atmosferica. Per attribuire un evento specifico al cambiamento climatico servono studi dedicati, basati sul confronto tra il clima attuale e un clima ipotetico senza l’aumento dei gas serra.

La scienza consente invece di affermare che un’atmosfera più calda crea condizioni favorevoli a precipitazioni estreme più intense in molte regioni.

Temporali estivi: perché i danni aumentano nelle città

L’intensità della pioggia non è l’unico elemento che determina i danni. Nelle città, asfalto, cemento e tetti impediscono all’acqua di infiltrarsi nel terreno. Le reti fognarie possono ricevere in pochi minuti volumi superiori alla loro capacità.

Sottopassi, parcheggi interrati e strade in pendenza diventano punti di accumulo. Tombinature, corsi d’acqua ristretti e costruzioni nelle aree esondabili aumentano ulteriormente l’esposizione.

Il suolo secco dopo una lunga fase calda può assorbire con difficoltà una pioggia improvvisa, soprattutto quando è compattato o degradato. Una parte maggiore dell’acqua scorre quindi in superficie.

Grandine e vento presentano dinamiche più complesse rispetto alla pioggia. La loro evoluzione futura non è uniforme e dipende anche dalla struttura verticale dell’atmosfera e dalle variazioni dei venti in quota. Detto questo, è sempre più elevato il rischio di fenomeni tropicali come il downburst.

Ridurre i danni richiede previsioni a breve termine più precise, sistemi di allerta, manutenzione dei corsi d’acqua, superfici permeabili e spazi capaci di trattenere temporaneamente la pioggia. Ispra include ondate di calore e precipitazioni estreme tra i rischi prioritari per l’adattamento climatico urbano.

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