ANBI, portata del Po verso i 200 metri cubi al secondo: iniziano i raccolti, ma restano forti incertezze sul riso
La crisi del Po entra in una fase ancora più critica e il cuneo salino stringe ormai d’assedio il territorio di Porto Tolle, dove il Consorzio di bonifica Delta del Po è stato costretto a chiudere tutte le derivazioni irrigue.
Dopo aver toccato il livello più basso di questa estate segnata dalla siccità, la portata del fiume punta infatti a scendere sotto la soglia dei 200 metri cubi al secondo, ben lontana dai 450 mc/s indicati come livello minimo necessario per contrastare l’ingressione salina. L’Osservatorio permanente del fiume Po non può che prendere atto dell’aggravarsi della situazione rispetto alla settimana scorsa, quando il livello di severità era stato già elevato al massimo.
Qualche beneficio potrebbe derivare dalle precipitazioni sull’arco alpino, ma con gli invasi idroelettrici svuotati e i prelievi a monte ridotti, le portate attuali sono sostenute solo dalle restituzioni dei sistemi irrigui. Questo, però, non basta a dare respiro al Polesine e al Delta, la cui linea di costa si è virtualmente ritirata di almeno 20 chilometri nell’entroterra, invasa dall’ingressione salina.
“Dopo la grande siccità del 2022 stiamo di nuovo assistendo al collasso del territorio”, afferma Rodolfo Laurenti, Direttore del Consorzio di bonifica Delta del Po. “Porto Tolle e Polesine Camerini sono ormai isole in mezzo ad un mare, che lambisce anche Taglio di Po e Porto Viro. “In una crisi entrata nel vivo già sul finire della primavera, l’agricoltura è sopravvissuta, grazie all’oculata gestione idrica attivata dal Consorzio di bonifica”, sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
“Sfruttando l’esperienza e la profonda conoscenza del territorio, il personale consortile ha svolto un lavoro chirurgico nel gestire i livelli di risorsa attraverso by-pass, motopompe e turnazioni serrate. È soprattutto grazie a queste misure che si sta riuscendo a portare a termine il ciclo di maturazione delle piante”, evidenzia Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.
“Proprio in questi giorni, gli agricoltori avvieranno la fase dei raccolti e potranno quantificare le rese, che è facile prevedere saranno inferiori al consueto. È proprio la garanzia di reddito una delle condizioni per mantenere i presidi territoriali nelle aree interne e marginali.Gli interventi emergenziali sono indispensabili, ma di fronte al consolidarsi della crisi climatica serve l’attuazione di piani infrastrutturali. Ora si apre una nuova fase”, conclude Virginia Taschini, Presidente del Consorzio di bonifica Delta del Po. “L’attenzione si concentrerà sulle risaie, dove le piante non sono ancora arrivate a maturazione e si dovrà fare affidamento solo sulla pochissima acqua ancora in circolazione nella rete consortile, sperando in piogge, che però non sono annunciate a breve.”

