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Maltempo, allerta per downburst e temporali estremi: cosa sono e perché possono essere così pericolosi

Le elevate temperature degli ultimi giorni hanno accumulato energia nell’atmosfera, favorendo lo sviluppo di fenomeni meteo estremi

Maltempo, allerta per downburst e temporali estremi: cosa sono e perché possono essere così pericolosi
Maltempo MIlano

Downburst e temporali estremi: cosa sono e perché possono essere così pericolosi

Il Nord Italia si prepara a una nuova fase di forte maltempo. Nelle prossime ore sono attesi temporali intensi, grandinate e raffiche di vento molto violente, dopo giorni segnati da caldo record e afa. Gli esperti spiegano che l’enorme energia accumulata nell’atmosfera durante le ondate di calore può favorire lo sviluppo di fenomeni estremi, come i downburst e i temporali a supercella.

Cos’è un downburst

Il downburst – spiegano gli esperti di Gea Ets – è un fenomeno di origine subtropicale che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, in Italia non è affatto raro e si è già verificato in diverse occasioni. Si forma durante un temporale “quando la corrente discensionale, downdraft, è molto forte e raggiunge il suolo schiantandosi violentemente su questo e provocando uno scoppio (burst)”.

Dopo l’impatto con il terreno, la massa d’aria si espande rapidamente in tutte le direzioni, “provocando raffiche di vento potenti che possono anche superare i 100 chilometri orari”.

Come si forma

Il fenomeno è strettamente collegato alla struttura del temporale. Come ricorda il Corriere della Sera, l’aria calda e umida sale alimentando le nubi, ma al loro interno “pioggia e grandine possono attraversare strati d’aria più secchi: evaporazione e fusione sottraggono calore all’ambiente, rendendo l’aria più fredda e più densa“. La massa d’aria, diventata più pesante, precipita rapidamente verso il basso trascinata anche dal peso delle precipitazioni. Una volta raggiunto il suolo genera violente raffiche orizzontali, spesso improvvise e particolarmente distruttive.

L’origine del termine

Il termine downburst fu coniato dal meteorologo nippo-statunitense Tetsuya Fujita, lo stesso che ha dato il nome alla scala Fujita utilizzata per classificare l’intensità dei tornado. Come ricorda ancora il Corriere della Sera, questi venti estremi “furono studiate negli anni Settanta per spiegare alcuni incidenti aerei avvenuti durante fasi temporalesche intense”.

La differenza con il tornado

Il downburst non va confuso con un tornado. Come spiega Rai News, nel tornado il vento ruota attorno a un asse quasi verticale formando un vortice, mentre nel downburst l’aria precipita verso il terreno e poi si espande orizzontalmente. Per questo motivo i meteorologi lo classificano tra i “fenomeni convettivi a vento rettilineo”. Pur seguendo una dinamica diversa, le raffiche possono superare i 100 km/h e provocare danni paragonabili a quelli di una tromba d’aria.

Non è una “bomba d’acqua”

Anche il downburst e la cosiddetta “bomba d’acqua” sono due fenomeni distinti. Con quest’ultima espressione si indica un nubifragio “intensissimo e localizzato”, caratterizzato da piogge torrenziali concentrate in un breve arco di tempo. I due eventi possono verificarsi nello stesso temporale, ma descrivono effetti differenti: il downburst riguarda il vento, la bomba d’acqua le precipitazioni.

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