Il Brent è tornato sopra i 97 dollari al barile e ha sfiorato quota 98, riavvicinandosi ai 100 dollari dopo la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. I primi effetti si vedono già sui carburanti, mentre per le bollette l’impatto dipenderà soprattutto da quanto dureranno le tensioni sui mercati energetici.
Petrolio 100 dollari: perché il greggio si avvicina a questa soglia
Il mercato sta incorporando nuovamente il rischio di interruzioni delle forniture dal Medio Oriente.
Martedì 8 settembre il Brent si è mantenuto sopra i 97 dollari al barile, dopo aver raggiunto nella seduta precedente i massimi dalla seconda metà di luglio. Il West Texas Intermediate statunitense si è portato sopra i 92 dollari. Reuters collega la nuova salita alle minacce iraniane di ritorsione contro ulteriori attacchi statunitensi e ai timori per la sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo.
Al centro delle preoccupazioni resta lo Stretto di Hormuz, da cui transita una quota rilevante delle esportazioni mondiali di petrolio e gas.
Secondo Repubblica, sulla base dei dati Kpler, negli ultimi dieci giorni il traffico commerciale nello stretto è sceso in media a circa dieci navi al giorno, il minimo da maggio. Il Brent ha guadagnato quasi l’8% in una settimana, mentre il Wti è salito di circa il 10%.
Goldman Sachs ha indicato anche uno scenario in cui il Brent potrebbe arrivare rapidamente a 120 dollari qualora gli attacchi alle rotte marittime mediorientali producessero interruzioni più ampie delle forniture. Non è la previsione di base, ma una stima legata a un aggravamento del conflitto.
Petrolio 100 dollari, benzina e diesel: i rialzi sono già arrivati
Il rincaro del greggio non si trasferisce alla pompa con una percentuale identica, perché il prezzo finale comprende accise, Iva, raffinazione, distribuzione e margini commerciali. Le tensioni sulle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati stanno però già producendo aumenti.
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Quotidiano Energia segnala l’8 settembre nuovi rialzi dei prezzi consigliati sulla rete italiana, con una crescita particolarmente evidente delle quotazioni internazionali del diesel.
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Il gasolio può subire pressioni superiori a quelle della benzina quando il mercato dei distillati è più teso rispetto a quello del greggio. In questa fase pesano anche i problemi di alcune raffinerie e la riduzione dell’offerta disponibile sui mercati internazionali.
Un Brent stabilmente sopra i 100 dollari aumenterebbe quindi la probabilità di ulteriori ritocchi alla pompa nelle settimane successive.
Petrolio 100 dollari e bollette, perché può salire anche il costo dell’energia
Petrolio e bollette domestiche non hanno più il legame diretto che avevano in passato. Il prezzo del gas europeo segue soprattutto le quotazioni del mercato del gas, mentre quello dell’elettricità dipende dal mix di generazione e dai prezzi all’ingrosso.
La stessa crisi geopolitica può però colpire contemporaneamente più fonti energetiche.
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ARERA ha istituito un’Unità di Vigilanza Energetica proprio dopo l’escalation in Medio Oriente per controllare quotidianamente l’andamento dei mercati di gas ed elettricità e valutarne gli effetti sui clienti finali.
Per le famiglie sul mercato libero l’effetto cambia anche in base al contratto. ARERA ricorda che la componente di vendita è determinata dalle condizioni sottoscritte con il fornitore. Un contratto a prezzo fisso protegge temporaneamente dalle oscillazioni delle quotazioni all’ingrosso, mentre le offerte indicizzate possono reagire più rapidamente ai movimenti del mercato.
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Il passaggio più immediato resta dunque quello sui carburanti. Per luce e gas sarà la durata della crisi, più ancora del superamento temporaneo dei 100 dollari, a determinare quanto del rincaro energetico arriverà nelle bollette.


