Il gas europeo resta su livelli elevati dopo aver superato i 75 euro per megawattora. Nella mattina del 3 settembre i future di ottobre sul Ttf di Amsterdam sono scesi a 72,8 euro, ma il mercato continua a risentire delle tensioni sulle forniture e della competizione internazionale per il Gnl.
Per famiglie e imprese italiane l’effetto non è automatico né immediato. Se le quotazioni all’ingrosso restassero alte per settimane, però, i maggiori costi di approvvigionamento potrebbero progressivamente arrivare nelle bollette e nei contratti energetici.
Gas 73 euro: perché continua a costare così tanto
Alle 8.11 del 3 settembre i contratti future sul gas con consegna a ottobre scambiati al Ttf di Amsterdam cedevano l’1,13%, attestandosi a 72,8 euro per megawattora, secondo ANSA. Il calo arriva dopo la corsa delle sedute precedenti, quando il prezzo aveva superato i 75 euro, raggiungendo livelli che non si vedevano dall’inizio del 2023.
Leggi anche: Che botta! Le ultime bollette divorano lo stipendio: luce +11,9% e combustibili alle stelle
La pressione arriva soprattutto dal mercato internazionale del gas naturale liquefatto. In Asia il Gnl ha raggiunto 25,9 dollari per milione di Btu, il valore più alto dal dicembre 2022 e corrispondente a circa 74,66 euro per megawattora. L’aumento dei prezzi asiatici costringe gli acquirenti europei a offrire condizioni più convenienti per attirare le navi metaniere verso i terminali dell’Ue.
A questo si aggiungono le tensioni sulle forniture dal Medio Oriente e il livello degli stoccaggi europei. Il Financial Times indica depositi Ue attorno al 63% della capacità, contro l’obiettivo dell’80% fissato per l’avvicinamento all’inverno. L’Italia presenta una situazione migliore, con scorte già attorno all’83%.
Gas 73 euro: quanto può aumentare la bolletta del gas
Un rialzo del Ttf non si trasforma il giorno successivo in un aumento identico della bolletta.
Per i circa 2,3 milioni di clienti italiani ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, ARERA aggiorna la componente relativa alla materia prima utilizzando la media mensile del prezzo del gas sul mercato all’ingrosso italiano Psv. A luglio, dopo un aumento delle quotazioni, la spesa dell’utente tipo era salita del 9,7% rispetto a giugno. La sola componente materia prima era arrivata a 56,69 euro/MWh.
Leggi anche: Bollette, stangata d’autunno: perché le famiglie spenderanno fino a 633 euro in più
Se il mercato rimanesse per diverse settimane tra 70 e 75 euro, anche le medie utilizzate per determinare i prezzi dei nuovi contratti potrebbero salire.
Per chi ha un’offerta a prezzo fisso, l’impatto dipende invece dalla scadenza e dalle condizioni sottoscritte. I contratti indicizzati seguono più direttamente l’andamento dei mercati energetici.
Gas 73 euro: quali imprese rischiano di pagare di più
L’effetto è maggiore per i settori che utilizzano grandi quantità di gas nei processi produttivi. Ceramica, vetro, carta, chimica, siderurgia e alcune produzioni alimentari hanno consumi energetici elevati. Un aumento persistente del prezzo può alzare i costi industriali e ridurre i margini delle aziende, soprattutto quando non è possibile trasferire rapidamente gli incrementi sui listini.
Leggi anche: Bollette, la mazzata già a settembre. Il rialzo della spesa energetica può arrivare al 40%. Le cifre esatte
Il rischio riguarda anche l’elettricità. Le centrali a gas continuano infatti a contribuire alla produzione elettrica europea e, nelle ore in cui sono necessarie per soddisfare la domanda, il costo del combustibile può incidere sul prezzo dell’energia.
La variabile da seguire nelle prossime settimane sarà soprattutto la durata della fase di prezzi elevati. Una rapida discesa avrebbe effetti limitati sulle bollette. Quotazioni stabilmente alte durante il riempimento degli stoccaggi renderebbero invece più costoso prepararsi alla stagione invernale.


