Il Gran Premio d’Italia di Formula 1 diventa anche un banco di prova per la sostenibilità e la gestione dell’acqua. In vista dell’edizione 2026, BrianzAcque e Autodromo Nazionale Monza rafforzano infatti la collaborazione avviata nel 2022 per ridurre il consumo di plastica monouso e rendere sempre più accessibile l’acqua pubblica all’interno del circuito.
Dopo i risultati dello scorso anno, quando oltre 40 punti di erogazione hanno distribuito gratuitamente 78.284 litri di acqua a chilometro zero, nel 2026 le postazioni aumenteranno ulteriormente. Un intervento che punta a facilitare l’accesso all’acqua di rete per tifosi, team e operatori e a ridurre l’impatto ambientale di uno degli appuntamenti sportivi più importanti ospitati in Lombardia. I numeri del 2025 equivalgono a circa 156mila bottigliette da mezzo litro evitate, un dato che per BrianzAcque conferma la crescente attenzione del pubblico verso soluzioni sostenibili anche durante i grandi eventi.
BrianzAcque e Autodromo, un’alleanza avviata nel 2022
La collaborazione tra BrianzAcque e Autodromo Nazionale Monza è regolata da un Protocollo d’intesa e nasce con l’obiettivo di integrare la gestione responsabile della risorsa idrica nell’organizzazione del Gran Premio. Il principio è semplice: trasformare un evento che richiama decine di migliaia di persone in un’occasione per promuovere il consumo di acqua pubblica, limitare il ricorso alla plastica monouso e rendere più visibile il tema dell’impronta idrica. Per il 2026 BrianzAcque punta dunque a una presenza ancora più capillare nell’Autodromo, consolidando un modello che lega servizio pubblico, sostenibilità e grandi manifestazioni.
Boerci: “La sostenibilità deve entrare anche nei grandi eventi”
“L’acqua è la materia prima che accomuna territori, famiglie e imprese, anche quando non è visibile nel prodotto finale”, spiega Enrico Boerci, presidente e amministratore delegato di BrianzAcque, società interamente pubblica che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio. “Per proteggerla occorre un’alleanza tra gestori, sistema produttivo e cittadini: infrastrutture resilienti, misurazione, riuso delle acque e comportamenti consapevoli. La sostenibilità diventa concreta quando entra nei processi industriali e nei grandi eventi, trasformandosi in un servizio accessibile a tutti”.
Acqua, entro il 2030 domanda superiore all’offerta del 40%
Il progetto legato al Gran Premio si inserisce in un quadro globale sempre più delicato. Secondo un’analisi di Thomas Insights aggiornata al 2026, entro il 2030 la domanda mondiale di acqua potrebbe superare del 40% la disponibilità. L’agricoltura assorbe circa il 70% dei prelievi mondiali di acqua dolce, mentre l’industria rappresenta poco meno del 20%. Ma proprio nel sistema produttivo si stanno sviluppando alcune delle innovazioni più significative sul fronte del recupero, del riuso e della riduzione dei consumi. Sistemi di monitoraggio in tempo reale, circuiti chiusi, recupero delle acque di processo e tecnologie di economia circolare stanno progressivamente modificando il rapporto tra industria e risorsa idrica.
Dall’automotive ai data center: i settori che consumano più acqua
BrianzAcque individua sette grandi comparti nei quali il consumo di acqua assume un peso particolarmente rilevante. L’agricoltura resta il principale utilizzatore mondiale, soprattutto per colture come riso, cotone, mais, frumento e canna da zucchero. Tecnologie come irrigazione di precisione, sensori e rilevazioni satellitari possono però ridurre sensibilmente gli sprechi. Nel settore dell’energia, centrali termoelettriche e nucleari utilizzano grandi quantità di acqua soprattutto per il raffreddamento, mentre sistemi a ricircolo e una maggiore diffusione delle fonti eoliche e solari possono contribuire a contenere i prelievi.
Sempre più rilevante è anche il peso di data center e semiconduttori. La crescita del cloud e dell’intelligenza artificiale sta aumentando il fabbisogno di raffreddamento: un data center può arrivare a utilizzare 1,1 milioni di litri d’acqua al giorno, mentre la produzione di chip richiede ingenti quantità di acqua ultrapura. Anche tessile e moda presentano un’impronta idrica significativa, dalla coltivazione del cotone fino alla tintura e al finissaggio. Secondo le stime richiamate da BrianzAcque, per produrre un paio di jeans possono servire oltre 10mila litri d’acqua.
Nel settore alimentare e delle bevande, invece, l’acqua accompagna l’intera filiera: dalla produzione agricola e dagli allevamenti fino alla trasformazione, al lavaggio e alla sanificazione. Miniere e industria metallurgica utilizzano grandi volumi per l’estrazione, la separazione dei minerali, il controllo delle polveri e il raffreddamento. Anche qui la strada passa da trattamento delle acque, circuiti chiusi e recupero dei reflui industriali.
Automotive, dalla fabbrica alla Formula 1 la sfida è ridurre gli sprechi
Particolarmente significativo, anche alla luce del Gran Premio di Monza, è il caso dell’automotive. La produzione di un veicolo può richiedere oltre 147mila litri d’acqua considerando l’intera filiera e la realizzazione dei componenti. Verniciatura, lavaggi, raffreddamento e collaudi sono tra le fasi più intensive, ma il settore sta accelerando sul trattamento e sul riuso delle acque all’interno dei processi produttivi. Ed è proprio qui che il progetto di BrianzAcque all’Autodromo assume anche un valore simbolico: dalla fabbrica alla pista, la sfida non riguarda soltanto prestazioni e innovazione, ma anche la capacità di utilizzare in modo più efficiente una risorsa sempre più preziosa.


