Tra settembre e novembre una famiglia italiana potrebbe spendere fino a 633 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La stima del Codacons comprende bollette, carburanti, alimentari, trasporti e altre spese legate al rientro dopo l’estate.
La componente più consistente arriva dall’energia. Se i prezzi all’ingrosso resteranno sui livelli attuali, luce e gas potrebbero costare complessivamente circa 205 euro in più nel trimestre autunnale.
Bollette luce e gas, perché la spesa può salire di 205 euro
Il confronto elaborato dal Codacons mostra l’aumento delle quotazioni energetiche rispetto all’autunno scorso. Il prezzo dell’elettricità preso come riferimento dall’associazione è passato dai 112 euro per MWh della media tra settembre e novembre 2025 agli attuali 180 euro per MWh. La crescita è del 60,7%.
Per il gas l’incremento è ancora maggiore. L’indice Psv è passato da 0,358 euro per metro cubo nello stesso trimestre del 2025 a circa 0,750 euro per metro cubo ad agosto 2026, più del doppio.
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Se questi valori si manterranno, il Codacons stima che una famiglia media spenderà 205 euro in più sulle bollette di luce e gas tra settembre e novembre.
Le previsioni pubblicate negli ultimi giorni da Facile.it indicano una direzione analoga. Utilizzando i contratti forward dell’European Energy Exchange, una famiglia tipo con offerta indicizzata sul mercato libero potrebbe spendere tra settembre e dicembre 273 euro per l’elettricità, il 27% in più rispetto al 2025, e 709 euro per il gas, con un incremento del 43%.
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Sono stime e non importi già definiti in bolletta. La spesa effettiva dipenderà dalle quotazioni energetiche dei prossimi mesi, dal contratto sottoscritto e dai consumi di ciascun nucleo.
Bollette: benzina, diesel, spesa e trasporti fanno salire il conto
I 633 euro indicati dal Codacons non derivano soltanto dalle utenze domestiche.
Una seconda voce riguarda i carburanti, tornati sopra i 2 euro al litro. Nell’ipotesi di due pieni al mese, mantenendo gli attuali prezzi alla pompa, una famiglia con automobile diesel potrebbe spendere circa 145 euro in più nel trimestre rispetto al 2025. Per una vettura a benzina l’aumento stimato scende a circa 93 euro.
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I maggiori costi energetici possono trasferirsi anche sui prezzi dei beni trasportati. L’associazione ipotizza un aumento del 3% dei prezzi di cibi e bevande tra settembre e novembre, con un aggravio medio di circa 70 euro per famiglia.
Per i trasporti viene stimata una maggiore spesa di altri 68 euro. A queste voci si aggiungono costi scolastici e altre spese tipiche del periodo di rientro, fino ad arrivare alla stima complessiva di 633 euro.
Inflazione al 3,3%, l’energia spinge i prezzi
Le stime arrivano nello stesso momento in cui l’Istat registra una nuova accelerazione dell’inflazione. Ad agosto 2026 i prezzi al consumo sono saliti del 3,3% su base annua, contro il 2,9% di luglio. Rispetto al mese precedente l’aumento è dello 0,5%.
La spinta arriva soprattutto dagli energetici. Quelli non regolamentati accelerano al 16,9% su base annua, mentre quelli regolamentati raggiungono il 18,8%.
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L‘inflazione di fondo resta molto più contenuta, all’1,5%, e il carrello della spesa cresce dell’1%. L’impatto dell’energia può però arrivare indirettamente su trasporti, produzione e distribuzione delle merci.
La stima dei 633 euro resta legata all’andamento dei prezzi nei prossimi tre mesi. Una discesa delle quotazioni di gas, elettricità e carburanti ridurrebbe l’aumento previsto. Se gli attuali livelli dovessero invece proseguire per tutto l’autunno, una parte consistente del rincaro stimato diventerebbe effettiva nei bilanci familiari.


