Scuola, Caso e Floridia (M5S): “Tetto stranieri inapplicabile, Meloni e Valditara inseguono Vannacci”
Non si placano le polemiche sul tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi, annunciato da Giorgia Meloni dal palco di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, e ora al vaglio del governo per diventare decreto. Tra le voci critiche c’è quella di Antonio Caso, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura alla Camera.
“Il tetto del 30% esiste già dai tempi della Gelmini, e sta in una circolare proprio perché renderlo rigido per legge significa renderlo totalmente inapplicabile”, spiega Caso ad Affaritaliani. Il riferimento è alla circolare ministeriale n. 2 dell’8 gennaio 2010, che fissava un limite del 30% “di norma”, con deroghe legate al livello di competenza linguistica degli alunni. E ancora: “Chissà se Meloni ha valutato questa cosa, o si è semplicemente buttata a fare l’annuncio che le sembrava migliore per provare a inseguire Vannacci”.
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“Chi viene definito ‘straniero’? Un bambino nato e cresciuto in Italia, che parla italiano, non può essere trattato come se esistesse una barriera linguistica. Il problema linguistico esiste in alcuni casi, ma non si può confondere con la nazionalità”, prosegue il capogruppo M5S, che avverte sui rischi pratici di un’applicazione rigida della soglia: “Applicare rigidamente il 30% in certi territori significherebbe spostare bambini anche a chilometri di distanza, fuori dal proprio comune. Prima di imporre nuovi limiti, servono buon senso e soluzioni che guardino ai bisogni reali degli studenti, non alla loro origine. Soprattutto servono più soldi e più docenti. Peccato che proprio questo governo li abbia tagliati”.
Floridia: “Meloni e Valditara in crash sul tetto agli stranieri”
Sulla stessa linea la senatrice M5S Barbara Floridia, che punta il dito contro una presunta contraddizione interna al governo. “Nelle sue interviste di oggi il ministro smentisce di fatto Giorgia Meloni, dimostrando che sulla scuola il governo brancola nel buio e non sa che pesci prendere“, sostiene Floridia, criticando duramente anche il linguaggio usato da Valditara sulla cosiddetta “fuga dei bianchi“: “Ma che linguaggio è? A furia di inseguire Vannacci questi vogliono riportarci alla scuola con le camicie nere”.
Nel merito, la senatrice contesta l’impianto stesso della norma: “Fare una legge sul tetto agli ‘stranieri’ senza avere un censimento nazionale delle competenze linguistiche significa non aver capito il problema che si pretende di risolvere. Straniero e non italofono non sono sinonimi”.
“Il ministro dice che saranno meno di mille le classi interessate e che ci saranno deroghe. Meno di mille classi. Per questo serve un decreto? Qual è l’emergenza? O forse la strategia è mandare i giornali di Angelucci davanti a quelle scuole per descrivere una realtà che non esiste e applicare una remigrazione scolastica che è contraria ad ogni principio di diritto e di buon senso? Come con i centri in Albania: spostare le persone invece di risolvere il problema”.
Sul fronte delle risorse, la senatrice ricorda i tagli agli organici: “Perché il dimensionamento ha tagliato oltre 5.000 posti agli organici? Perché con la riforma degli istituti tecnici proprio Valditara ha tagliato 1.600 posti proprio tra i docenti di italiano? Solo dopo il comizio di Giorgia si è accorto di averne bisogno?”.
L’annuncio della misura sarebbe null’altro che una mossa elettorale: “Più si avvicinano le elezioni più questo governo mostra il suo vero volto: una classe dirigente incapace di governare, terrorizzata dalle elezioni e con l’unico scopo di provare a salvare la poltrona. Ma sarà la loro stessa propaganda a ritorcersi contro di loro”.


