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Burqa a scuola, Sasso (FN): “Stop a palandrane e usanze tribali nei luoghi pubblici, proibiremo le moschee. Meloni? Vuole risucchiarci voti”

Il deputato di Futuro Nazionale rilancia sulla linea identitaria: dalla scuola il divieto dovrebbe estendersi agli altri spazi pubblici

Burqa a scuola, Sasso (FN): “Stop a palandrane e usanze tribali nei luoghi pubblici, proibiremo le moschee. Meloni? Vuole risucchiarci voti”

Meloni rincorre Vannacci? Rossano Sasso: “Ora FdI segue la nostra linea”

Chi insegue chi? È Giorgia Meloni a rincorrere Vannacci sui contenuti, oppure è Futuro Nazionale ad aspettare – o sperare – che Fratelli d’Italia si sgretoli per raccoglierne i pezzi? La seconda, per i deputati di Futuro Nazionale, – oggi saliti a quota nove, con l’emigrazione, tanto per restare in tema, dell’ex forzista Tommaso Calderone – resta un’ipotesi remota. La prima, invece, è certezza. “È sotto gli occhi di tutti. Si tratta di un successo della linea politica di Futuro Nazionale e di Vannacci“.

A dirlo, ad Affaritaliani, è il deputato Rossano Sasso, ora “affiliato” all’ex Generale e in passato sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione nel Governo Draghi. Il riferimento è all’ultimo terreno dello scontro – o della convergenza – tra Fdi e Futuro Nazionale: quello della scuola, con tanto di divieto del burqa, del tetto agli studenti stranieri, della difesa dell’identità culturale e dei valori cristiani. Temi che Futuro Nazionale sostiene da mesi e che Giorgia Meloni ha rilanciato dal palco di Fenix.

“Forse, un tentativo della premier di rosicchiarvi voti?”. Una domanda alla quale Sasso risponde senza ombra di dubbio: “C’è una risoluzione parlamentare, a mia prima firma, con cui il Parlamento impegna il Governo a legiferare in tal senso”. La sua ricostruzione parte da lì: dal voto della Commissione Cultura della Camera dello scorso giugno, quando la risoluzione fu approvata con i voti del centrodestra, fino alle parole pronunciate oggi dalla premier. Un passaggio che Sasso interpreta come il riconoscimento di una linea politica elaborata e sostenuta da Futuro Nazionale prima che entrasse nel perimetro dell’agenda di governo.

“Prendiamo atto che Giorgia Meloni vuole dare un seguito a questa iniziativa del Parlamento. È evidente a tutti che è una linea forte, determinata, prevista anche nello Statuto di Futuro Nazionale, quella della difesa dei valori dell’identità e della cultura cristiana, soprattutto nei luoghi della formazione come la scuola. Ed è evidente che il Governo Meloni si sia adeguato a questa nostra indicazione”.

Burqa, luoghi pubblici e moschee

Se la scuola è il primo campo di applicazione, per Sasso non può essere anche l’ultimo. Il deputato aspetta di vedere “quale sarà il provvedimento varato in Consiglio dei ministri”, ma apre alla possibilità di estendere il divieto agli altri luoghi pubblici: “La scuola è il punto di partenza, perché nei luoghi della formazione si formano i futuri cittadini. Ma la misura va estesa anche a tutti i luoghi pubblici. Siamo contrari a usanze tribali medievali delle palandrane che coprono il volto di una donna. Vogliamo proibire anche la costruzione di nuove moschee e chiudere tutte quelle abusive, in considerazione del fatto che non c’è stata alcuna sottoscrizione di alcuna intesa come prevede la nostra Costituzione, tra lo Stato italiano e la religione islamica”, dice Sasso.

Provvedimenti che non sanno di crociata (contro l’Islam), ma di difesa: “Le crociate erano le spedizioni che si andavano a fare fuori dal proprio territorio. Noi, invece, ci vogliamo difendere a casa nostra. La nostra è legittima difesa contro un sistema di regole, ancor prima che una religione, che intende sottomettere tutti quelli che non credono in Allah”.

L’annuncio di Meloni

L’annuncio della misura è arrivato mentre Futuro Nazionale continua a crescere nei sondaggi e a un anno, o forse meno, dalle elezioni del 2027. Coincidenza? O dentro Fratelli d’Italia qualcuno ha capito che, per non perdere pezzi di elettorato, “bisogna tornare a parlare a quella parte di destra che sta guardando verso Vannacci?” La domanda ha offerto a Sasso l’occasione per togliersi un macigno dalla scarpa: “Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Visto che in quattro anni di governo, il più longevo della Repubblica, non hanno fatto niente di tutto questo, ben venga l’effetto Vannacci nella scuola e altrove. Se grazie a Futuro Nazionale, grazie a Roberto Vannacci, si ricordano di dover fare queste battaglie identitarie, ben vengano”. Una concessione che dura il tempo di una frase, perché subito dopo il discorso si sposta sul terreno che considera decisivo: la sovranità. “Vediamo se riusciamo a ricordare a Fratelli d’Italia cosa vuol dire essere sovrani e magari smetterla di essere i servi di interessi altrui, servi di interessi di Paesi stranieri, servi di interessi di organismi sovranazionali come l’Unione Europea guidata da Ursula von der Leyen, o come l’Ucraina di Volodymyr Zelensky, che continua a prendersi i soldi destinati ai cittadini italiani per una guerra che non è la nostra”.

E, mentre da Roma Meloni annunciava “guerra” al burqa, da Pontida il leader della Lega rilanciava su immigrazione e identità. Impossibile, per Sasso, che la differenza politica tra i vari assi – sulla carta accomunati da interessi comuni – si assottigli fino a scomparire: “Loro lo dicono a parole, noi facciamo i fatti. Salvini contraddice persino se stesso. Meloni è Presidente del Consiglio, è in carica ormai da quattro anni e non ha fatto nulla di tutto ciò che ha promesso. Per questo noi cresciamo e gli altri diminuiscono, perché noi siamo più credibili. E alla prova dei fatti lo saremo ancora di più“, dice Sasso.

No gender nelle scuole

In chiusura, Sasso ritorna sulla questione dei corsi gender in alcune scuole di Torino, richiamando l’urgenza di evitare un’impostazione culturale progressista tra i banchi. “Purtroppo con il governo Meloni non si è fermato l’assalto alla diligenza. Le scuole vengono spesso utilizzate come palco per la propria propaganda ideologica da parte di attivisti di sinistra, siano docenti o esperti esterni. Una propaganda che a volte è filoislamica, a volte è gender, a volte è addirittura di partito, con professori che fanno un vero e proprio indottrinamento”, dice Sasso.

Il vannacciano precisa di non mettere in discussione la professionalità della categoria, ma insiste sulla necessità di garantire obiettività e imparzialità nell’insegnamento: “Su 800mila docenti, purtroppo, anche una sparuta minoranza costituisce un numero che può far danni. La cosa più brutta è quando un professore strumentalizza gli studenti”. Nel mirino torna quindi l’ideologia gender, che Sasso attribuisce ad “attivisti di estrema sinistra LGBT”, e sulla quale accusa il governo di non aver mantenuto una linea coerente con quanto annunciato.

“Futuro Nazionale non è assolutamente soddisfatta di quello che ha fatto il governo Meloni fino ad oggi. La stessa legge Valditara purtroppo non viene rispettata dallo stesso Ministero, che sottoscrive protocolli con fondazioni che prevedono la trasmissione di principi della stessa ideologia gender ai bambini delle scuole elementari. Anche su questo Futuro Nazionale darà filo da torcere al centrodestra moderato, cercando, come nel caso dell’islamizzazione delle scuole, di dettare la linea affinché Giorgia Meloni si ricordi una delle tante promesse che aveva fatto quando era all’opposizione”. Poi rilancia ancora una volta il refrain che accompagna tutta la sua intervista: “L’effetto Vannacci ci sarà anche in questo campo, ne sono più che certo”.

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