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Bollette luce e gas, perché in autunno possono salire fino al 40%: ecco chi è più a rischio rincari

Tra settembre e dicembre una famiglia con tariffa indicizzata potrebbe spendere 982 euro, circa 270 in più rispetto al 2025

Bollette luce e gas, perché in autunno possono salire fino al 40%: ecco chi è più a rischio rincari

Tra settembre e dicembre 2026 una famiglia tipo con forniture di luce e gas a prezzo indicizzato potrebbe spendere circa 982 euro, ovvero 270 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La stima di Facile.it equivale a un rincaro vicino al 40%, ma non si applica automaticamente a tutte le utenze.

Bollette luce gas aumento: perché tornando a salire

L’aumento previsto deriva dalla crescita dei prezzi all’ingrosso dell’energia dopo la crisi in Medio Oriente e le difficoltà nei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Secondo l’analisi pubblicata da Facile.it, i contratti forward elaborati da EEX indicano per i prossimi quattro mesi un prezzo dell’elettricità all’ingrosso superiore del 65% rispetto allo stesso periodo del 2025. Per il gas, l’indice PSV risulterebbe superiore del 113%.

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Se queste quotazioni venissero confermate, la spesa per l’elettricità di una famiglia tipo con contratto indicizzato arriverebbe a circa 273 euro tra settembre e dicembre, il 27% in più su base annua.

Per il gas la stima raggiunge 709 euro, con un aumento del 43%. La somma porta il costo complessivo a 982 euro.

Le tensioni erano già visibili a luglio. RaiNews, citando un’analisi di Nomisma Energia, ha riferito un aumento superiore al 20% per il prezzo del gas tra giugno e luglio e vicino al 19% per l’elettricità.

Bollette luce gas aumento: chi rischia di più

Il rincaro del 40% è una previsione e riguarda in particolare chi ha scelto offerte del mercato libero con prezzo indicizzato. In questi contratti il costo della materia prima segue più rapidamente gli indici energetici. Se PUN e PSV aumentano, l’effetto può essere trasferito sulla bolletta già nei mesi successivi.

Diversa la situazione per chi ha una tariffa a prezzo fisso ancora valida. In quel caso il costo della materia prima resta quello previsto dal contratto fino alla scadenza delle condizioni economiche.

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ARERA ricorda inoltre che i contratti elettrici a tempo determinato e a prezzo fisso non possono essere modificati unilateralmente dal fornitore in senso sfavorevole al cliente durante la loro validità. L’Autorità ha rafforzato la vigilanza sui mercati energetici dopo l’escalation in Medio Oriente.

Le cifre previste da Facile.it non sono l’unica stima disponibile. Nomisma Energia aveva calcolato per il 2026 un aumento complessivo della spesa di luce e gas di circa 515 euro per una famiglia tipo, pari al 23% rispetto al 2025.

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Le differenze dipendono dal periodo considerato, dal tipo di contratto e dalle ipotesi utilizzate sui prezzi futuri.

La crescita dei costi energetici nei mesi freddi può essere accentuata dall’aumento dei consumi di gas per il riscaldamento. Per chi ha una tariffa indicizzata, settembre sarà quindi il primo mese in cui una parte dei rincari estivi potrà trasferirsi in modo più visibile sulla spesa domestica.

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