La frase pronunciata da Meloni nel salotto di “Porta a Porta” da Bruno Vespa ha scatenato la bufera a livello politico. Quel “quando il presidente della Repubblica era ministro dell’Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare ragazzi stranieri nella stessa classe“, ha provocato reazioni da parte dell’opposizione ma anche di possibili futuri alleati, come Vannacci. La premier si è affidata alla circolare n.205 del 1990 dell’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella e allora ministro che raccomandava di distribuire gli studenti stranieri tra le classi e di non superare cinque alunni dello stesso gruppo linguistico. Lo ha fatto per spiegare che la proposta lanciata domenica di inserire un tetto a scuola per i bambini non italiani “è una misura di buonsenso”. “Mi pare sia giusto portarla avanti“, ha detto la premier.
“Quando una proposta è indifendibile nel merito, si cerca uno scudo politico. Meloni, non sapendo come giustificare una misura sbagliata e inaccettabile, tira in ballo in modo squallido il Presidente della Repubblica di cui evidentemente non ha gradito le parole: la scuola non deve alzare barriere. È esattamente il contrario di ciò che la sua proposta vuole fare. Non consentiremo al governo di usare la scuola italiana per un’inaccettabile guerra ideologica alla rincorsa della peggiore destra europea”. Lo dice in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
“Giorgia Meloni ormai non ha più limiti. Per giustificare la sua propaganda sul tetto agli studenti stranieri tira in ballo persino il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”, dice Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde. “Meloni – riprende – dovrebbe occuparsi dei veri problemi della scuola pubblica italiana. Il problema non sono il burqa o gli studenti stranieri ma gli oltre 320mila precari, gli edifici scolastici fatiscenti e i tanti bambini e ragazzi con disabilità che ancora non ricevono un’assistenza adeguata”. “Su tutto questo – conclude – il governo non dà risposte. Continua invece a usare la scuola come terreno di propaganda e apre uno scontro istituzionale con il Presidente della Repubblica creando un problema serio al Paese”.
“Delle due, l’una. O Giorgia Meloni non ha capito le parole di Sergio Mattarella sulla sua proposta sconclusionata e inattuabile del tetto agli stranieri nelle scuole, oppure sta manipolando a suo favore le parole del Presidente della Repubblica. In entrambi i casi siamo davanti a una Presidente del Consiglio fuori controllo che non si fa scrupolo di fare propaganda sulla pelle della scuola pubblica e attaccare il Quirinale con una sola mossa”. Così il capogruppo M5s al Senato Luca Pirondini.
Le parole del presidente della Repubblica pronunciate ieri in merito alla scuola “sono state lette da una certa parte politica come una severa critica alla intenzione di limitare gli alunni stranieri nelle classi italiane“. Così su Instagram il leader di Fn Roberto Vannacci che aggiunge: “Ma io che stimo il presidente Mattarella non credo che sia così perché fu proprio lui, nel 1990, quando era ministro della pubblica istruzione nel governo Andreotti VI, a promulgare una circolare che prevedeva la ripartizione degli alunni stranieri in ragione di ‘qualche unità soltanto per classe’ per promuoverne la loro integrazione“.


