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Digital Innovation Forum, Sandei (Almaviva): “Ecco perchè la componente umanistica è centrale nella nostra visione di IA”

Affaritaliani presente al Digital Innovation Forum. Intervista a Valeria Sandei, Global Chief AI Officer di Almaviva Group

Digital Innovation Forum, Sandei (Almaviva): “Ecco perchè la componente umanistica è centrale nella nostra visione di IA”
Valeria Sandei, Global Chief AI Officer, Almaviva Group

Qual è il messaggio che Almaviva vuole lanciare in ottica di innovazione digitale e intelligenza artificiale?

“Questo forum ha un titolo molto importante e centrale, direi, l’innovazione del fare, quindi fare innovazione. Io vorrei aggiungere a queste due parole il concetto anche del valore, fare innovazione generando valore e quindi portando risultato. Quale può essere il risultato per la pubblica amministrazione italiana? Chiaramente quello di ottenere efficienza, di ottenere qualità nei servizi che rivolge al cittadino, di rendere in generale più performante tutto il nostro sistema nei comparti strategici che vanno dall’welfare alla sanità alle regioni e a tutti gli ambiti nei quali noi operiamo. Quindi l’idea di fondo che io vorrei tradurre all’interno di questo contesto è quella di valorizzare tutti gli asset e tutte le capacità che già abbiamo in casa. Molto spesso non serve rivolgerci ai grandi modelli di frontiera per ottenere risultati anche altamente performanti all’interno di processi ben definiti. Di unire questa capacità tecnologica che abbiamo sviluppato con la conoscenza reale dei processi che le diverse amministrazioni hanno e da questa combinazione, chiaramente governato opportunamente dalle persone che restano il polo centrale non solo di uso ma anche di decisione e di orientamento di ciò che vogliamo fare con la tecnologia, arrivare a dei risultati che siano realmente misurabili e dunque di valore per la spesa di tutti noi come cittadini”.

Durante il forum si è parlato anche di intelligenza artificiale legata a un concetto più vicino all’umanesimo. Come si lega questa filosofia al tema dell’intelligenza artificiale?

“L’intelligenza artificiale non può prescindere da un concetto di umanesimo ma ne deve tener conto. In primo luogo perché è una tecnologia sviluppata da persone, quindi nel momento in cui io scelgo quali dati inserire all’interno del mio modello di intelligenza artificiale, come trattare la privacy, quali bias limitare, come valorizzare ad esempio la lingua italiana rispetto ad altre lingue, sto facendo delle scelte che sono scelte umane e quindi realizzate appunto dalle persone. Allo stesso modo la governance di queste tecnologie è e sempre deve rimanere in mano alle persone. La maggior parte degli errori che abbiamo anche letto sui giornali in queste settimane, in questi mesi, accaduti alla cosiddetta IA agentica, sono errori che spesso partono proprio da un’errata targeting, da un disallineamento e quindi da un’incapacità della persona di spiegare all’intelligenza artificiale che cosa effettivamente dovesse fare. Quindi io credo che debba rimanere centrale nella nostra visione di intelligenza artificiale, quindi nella visione europea e nella visione italiana, la componente umanistica dalla progettazione alla governance fino all’implementazione. Noi dobbiamo far sì che questa tecnologia che ovviamente non ha il senso del bene e del male nel nostro contesto sia polarizzata sul portare il bene e questo lo può fare solamente l’uomo e lo può indirizzare solamente l’uomo”.

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