Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani
Mentre a Bruxelles la Commissione Ue sta definendo il quadro giuridico per dare vita al Fondo europeo per gli investimenti strategici (Efsi, in inglese), il governo italiano sta studiando il modo migliore per far sfruttare i fondi mobilitati attraverso la Cassa depositi e prestiti. Secondo le ultime indiscrezioni Matteo Renzi punterebbe a finanziare indirettamente l’Efsi, una strada che gli darebbe l’innegabile vantaggio di poter decidere su quali progetti puntare.
Il modello è quello usato della Banca nazionale di sviluppo spagnola, l’Instituto de Crédito Oficial, che ha annunciato di aver stanziato 1,5 miliardi di euro. Ma anche la Kfw, la Banca per la ricostruzione tedesca, ha deciso di mettere sul piatto una bella somma, ben otto miliardi. Soldi che però non andranno ad aggiungersi ai 21 stanziati da Commissione e Banca europea per gli investimenti, ma aiuteranno il Fondo a raggiungere la fatidica cifra di 315 miliardi.
Facciamo un passo indietro. Il Fondo strategico europeo ha come obbiettivo quello di finanziare progetti (tra cui molte infrastrutture) destinati a rimettere in moto l’economia del Vecchio continente. L’Efsi però non finanzia direttamente i progetti, ma funziona da garanzia sugli investimenti dei privati. C’è però un ma: chi mette i soldi nel Fondo non può decidere quali progetti finanziare, ma è un team di tecnici indipendenti a valutare quelli più promettenti. Si è così dunque nel paradosso che un Paese come la Spagna potrebbe andare a finanziare una infrastruttura in Germania.
Ecco perché Renzi vuole agire in maniera indiretta. Nel caso di Cdp i fondi privati sono pubblici, o quasi. Cassa depositi e prestiti è infatti una Spa, ma la maggioranza è detenuta dal Tesoro. Da statuto persegue l’interesse pubblico (finanzia ad esempio gli Enti locali), ma si avvale del capitale privato raccolto attraverso i buoni fruttiferi o i libretti postali. Una formula ibrida che ha sempre funzionato, nonostante le critiche cicliche.
Dunque il governo ha intenzione di usare la Cdp per finanziare i progetti selezionati dal board dell’Efsi, in questo modo il gruppo guidato da Gorno Tempini potrà decidere quali progetti finanziare, senza correre il rischio di aiutare chi di una mano non ha bisogno. E nella lista di progetti ci sono dossier rilevanti come la banda larga, i porti o le reti energetiche.

