Gli scandali giudiziari, lo sappiamo bene noi italiani, non hanno effetti positivi sulla reputazione politica di un candidato, specie se questo ha intenzione di correre per la presidenza della Repubblica francese. Nicolas Sarkozy, da questo punto di vista, parte con una penalità, quella di essere coinvolto, a vario titolo, in almeno due indagini.
La prima lo vede come possibile destinatario di finanziamenti illeciti da parte di Gheddafi. La seconda, per la quale ieri è stato interrogato come ‘testimone assistito (una via di mezza tra testimone e indagato), mira a chiarire se sia lecito il fatto che l’Ump pagò 363 mila euro di multa per lo splafonamento del budget consentito, alle presidenziali del 2012.
Al di là delle indagini e dell’eventuale rinvio a giudizio, Nicolas Sarkozy non naviga in buone acque. Ma le preoccupazioni non vengono dai giudici, né dalla retorica di Marine Le Pen, quanto dai suoi compagni di partito. Non è un mistero che dopo l’addio di Sarkozy dalla scena pubblica si aprì una guerra intestina all’Ump che non è terminata con il ritorno dell’ex presidente lo scorso autunno, né con la vittoria alle primarie per la segreteria.
Il 20 novembre si terrà il primo turno delle primarie per selezionare il candidato alla presidenza (una settimana dopo, il 27, il secondo turno) e ci si aspetta che i suoi avversari tireranno fuori le indagini che riguardano Sarkozy per screditarlo. Sarà quella la vera sfida, non lasciare che i suoi avversari lo buttino giù dalla sella. A correre saranno Alain Juppé, François Fillon, Bruno Le Maire, Xavier Bertrand e Nathalie Kosciusko-Morizet, oltre a Sarkozy, ovviamente.
Il più temibile degli avversari è François Fillon, ex premier di Sarkozy, e ora suo acerrimo rivale, che non ha preso affatto bene il suo ritorno in politica. Le malelingue dicono che sia stato proprio lui a ‘spifferare’ tutto ai giornali e alla magistratura per screditarlo e spianarsi la strada in vista delle elezioni del 2017.
Su una cosa Sarkozy può contare: la sua candidatura è ritenuta dall’elettorato come la più credibile, soprattutto in relazione alla sfida che lo attende, disinnescare la bomba Le Pen. Se non ci saranno sviluppi eclatanti nelle indagini e Sarkozy sarà in grado di tenere testa alle accuse dei suoi rivali, i francesi lo sosterranno nelle urne.

