Missione diplomatica di Matteo Renzi nell’est dell’Europa scosso dal conflitto ucraino. A Kiev il presidente del Consiglio ha incontrato il presidente ucraino, Petro Poroshenko, a cui ha assicurato che l’Occidente vuole “il rispetto e l’indipendenza della sovranita’ dell’Ucraina” e ha chiesto “il ritorno della pace”.
“E’ necessario monitorare il cessate il fuoco, monitorare le frontiere ed e’ importante” per questo scopo “la missione Osce”, ha detto il premier. Dopo la conference-call sull’Ucraina di martedi’ pomeriggio con gli altri leader occidentali, Renzi e’ atteso in serata a Mosca con un duplice obiettivo: ‘responsabilizzare’ la Russia sia sulla polveriera ucraina che sulla lotta dell’Isis. Il tutto in nome delle buone relazioni che storicamente Itala e Russia hanno sempre avuto.
La visita arriva in un momento delicatissimo, al culmine di una crisi che non sembra trovare soluzione e dopo l’omicidio di Boris Nemtsov. In atteso dell’arrivo di Renzi, a Mosca, intervistato dall’AGI, il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha detto di apprezzare “l’impegno dell’Italia per la soluzione pacifica della crisi” e a favore della “normalizzazione” delle relazioni tra Russia e Ue.
Nelle ultime ore, secondo il governo ucraino, un militare di Kiev e’ stato ucciso e un altro e’ rimasto ferito: lo ha reso noto il portavoce dell’esercito Vladislav Seleznyov, che ha accusato i ribelli filo-russi di aver aperto il fuoco ben 47 volte nelle ultime 24 ore.
L’esercito ucraino e i separatisti continuano a scambiarsi accuse di ripetute violazioni del cessate il fuoco concordato a meta’ febbraio a Minsk. Non solo: secondo Kiev, i ribelli tengono prigionieri 195 militari ucraini e al governo ucraino mancano all’appello altri 340 soldati.
Tra l’altro stamane, proprio nel Donbass, nella zona controllata dai separatisti, c’e’ stata un’esplosione di grisu in una miniera di carbone: il bilancio ancora non e’ chiaro, ma secondo i ribelli ci sono stati 33 vittime e decine di dispersi. E Kiev ha accusato i separatisti impegnati nei soccorsi di restringere l’accesso al sito. In questo quadro, mentre il Papa e’ tornato a invitare a pregare per la pace, il capo di Stato maggiore della Difesa statunitense generale Martin Dempsey, per la prima volta ha detto che e’ ora di fornire armi alle truppe ucraine affinche’ riescano a difendersi dai separatisti filo-russi: “Penso che dovremmo assolutamente fornire aiuti letali (armi)” a Kiev “nel contesto Nato”, ha detto alla commissione Difesa del Senato.
L’opzione di armare Kiev e’ ormai da mesi sul tavolo del presidente Barack Obama che ha gia’ avuto il via libera del Congresso a maggioranza repubblicana.


